Domenica, 23 Settembre, 2018

Bankitalia, boom di nuovi poveri: "Uno su quattro a rischio"

Bankitalia record storico di povertà. Italia bengodi del turbocapitalismo Bankitalia, boom di nuovi poveri: "Uno su quattro a rischio"
Quartilla Lauricella | 12 Marzo, 2018, 18:33

E' questo lo scenario che emerge dall'indagine di Bankitalia sui bilanci 2016 di oltre 7mila famiglie italiane. Nel 2016 il reddito equivalente medio (misura convenzionale del benessere) è cresciuto del 3,5% rispetto al 2014, anno in cui era stata fatta l'indagine precedente; è rimasto però "ancora inferiore dell'11% rispetto al picco raggiunto nel 2006".

È aumentata tuttavia la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi che, misurata dall'indice di Gini, è tornata in prossimità dei livelli prevalenti alla fine degli anni novanta del secolo scorso.

- La quota di persone a rischio di povertà, cioè con un reddito equivalente inferiore al 60% di quello mediano (una definizione analoga a quella impiegata dall'Eurostat), è salita al 23% (19,6% nel 2006). Da Palazzo Koch spiegano che tra il 2014 e il 2016 la ricchezza netta è diminuita, quasi interamente per effetto del calo del prezzo delle case.

In Italia una persona su 4 e' a rischio poverta'.

Infine non cambia la quota di italiani indebitati con un mutuo, mentre si riduce il debito al consumo, ma solo nelle famiglie con capofamiglia di oltre 45 anni. Proseguendo, il rapporto di Bankitalia analizza il reddito medio delle famiglie italiane, che sarebbe tornato a crescere dop0 10 anni consecutivi di diminuzione, ma nonostante ciò nel Paese permangono gravi diseguaglianze. Peraltro oltre il 40% di questa quota è detenuta dal 5% più ricco, che ha un patrimonio netto in media pari a 1,3 milioni di euro.

Sul fronte del reddito annuo familiare, questo risulta pari a 30.700 euro, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali. Al netto della variazione dei prezzi è un valore sostanzialmente analogo a quello rilevato nelle indagini sul 2012 e sul 2014 ma ancora inferiore di circa il 15 per cento a quello registrato nel 2006, prima dell'avvio della crisi finanziaria globale. Per contro, circa il 70% delle famiglie appartenenti al decimo più povero della popolazione non detiene attività finanziarie e circa metà non possiede attività reali; per chi le detiene, i valori sono contenuti (in media pari a circa 1.500 e 2.500 euro, rispettivamente). Tra il 2014 e il 2016 il reddito medio familiare è stato sospinto da quello da lavoro dipendente che ha beneficiato della crescita del numero di percettori e dell'aumento delle retribuzioni medie annue pro capite. La ricchezza netta media e quella mediana sono diminuite del 5 e 9 per cento a prezzi costanti. La quota di famiglie indebitate si e' ancora ridotta, dal 23% al 21%; per queste famiglie, le passivita' rappresentano circa il 18% del patrimonio lordo. Questi alcuni dati che emergono dall'indagine sui bilanci delle famiglie italiane nel 2016 di BANKITALIA, secondo cui l'incidenza di questa condizione e' piu' elevata tra le famiglie con capofamiglia piu' giovane, meno istruito, nato all'estero e per le famiglie residenti nel Mezzogiorno. L'11% delle famiglie indebitate è vulnerabili, deve pagare una rata superiore al 30% del proprio reddito.

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