Lunedi, 18 Giugno, 2018

Bce alza stime crescita Eurozona a 2,4% per 2018

Bce alza stime crescita Eurozona a 2,4% per 2018 Bce alza stime crescita Eurozona a 2,4% per 2018
Quartilla Lauricella | 08 Marzo, 2018, 17:57

Il comunicato diramato al termine della riunione, infatti, contiene una mossa inaspettata: viene eliminato il riferimento a un possibile aumento del Quantitative easing in caso di peggioramento dello scenario macroeconomico. "È essenzialmente una decisione che guarda al passato", ha spiegato Draghi, "quando abbiamo introdotto quella frase a inizio 2016 le condizioni erano molto diverse".

La strategia sul quantitative easing, quindi, cambia. "Se metti tariffe contro i tuoi alleati, ci si chiede 'chi sono i nemici?´", ha detto Draghi. Da aggiungere poi il tema del protezionismo commerciale "che potrebbe avere effetti negativi sia sull'inflazione che sulla produzione", provocando un rallentamento della crescita economica.

Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha detto che la reazione dei mercati all'indomani delle elezioni italiane è stata simile a quella vista dopo recenti elezioni in altri Paesi europei. È vero che i tassi resteranno invariati, al minimo storico, ancora a lungo e "ben oltre l'orizzonte degli acquisti", cioè anche dopo la fine del Qe, come la stessa Bce ha sottolineato, ma la bombola di ossigeno non crescerà, in volume, se le cose andranno peggio.

Relativamente all'inflazione, dovrebbe restare attorno all'1,5% per il resto dell'anno. Per il 2018 e il 2019 gli esperti dell'Eurotower indicano un +1,4%, mentre nel 2020 dovrebbe salire all'1,7%. Ci siamo concentrati sulle decisioni di politica monetaria.

Dando una risposta generale a una domanda sulla possibilità che dopo le elezioni l'Italia faccia marcia indietro sulla riforma delle pensioni e sul jobs act, Draghi ha sottolineato che, "parlando in termini generali, il bilancio pubblico è di massima importanza nei paesi ad alto debito".

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