Venerdì, 17 Agosto, 2018

Diritti tv, Urbano Cairo: "Capire la lettera di Mediapro"

Urbano Cairo Urbano Cairo
Quartilla Lauricella | 24 Marzo, 2018, 01:11

Due fonti vicine alla Lega spiegano che in una lettera, di cui i rappresentanti dei club sono stati informati ieri mentre erano riuniti per eleggere il nuovo presidente Gaetano Miccichè, Mediapro ha chiesto chiarezza sulle possibilità concesse dall'authority. In particolare, è il passaggio del parere dell'Antitrust sui pacchetti da sub-licenziare a creare i maggiori dubbi e preoccupazioni: l'intermediario catalano vuole infatti capire se ci sia l'obbligo o meno di sottoporre i pacchetti all'approvazione dell'Autorità, che avrebbe 60 giorni per esprimersi.

Il presidente del Torino Calcio, Urbano Cairo, si augura che la vicenda legata ai diritti per la trasmissione dei prossimi tre campionati di Serie A che si è aggiudicata la spagnola MediaPro non abbia strascichi nelle aule giudiziarie. Si tratta di una persona di altissimo livello e di grandi capacita', poi pero' il presidente ha dei compiti contenuti e da statuto l'ad ha le deleghe operative piu' importanti. Ci deve essere ora un primo pagamento e l'assistenza di una fideiussione per l'intero importo, se questo non fosse evidentemente ci sarebbero dei problemi e quindi dovremmo gestire la cosa a livello legale. "Dobbiamo completare la governance e quindi nominare l'ad e i consiglieri e il tutto va fatto possibilmente in tempi abbastanza veloci perche' e' tanto tempo che non abbiamo organi societari".

Cairo ha detto di non essere preoccupato per la lettera che MediaPro ha indirizzato alla Lega Calcio e all'advisor Infront chiedendo la sospensione dei termini di pagamento dell'offerta, in attesa di alcuni chiarimenti sui confini entro i quali potranno operare come intermediario indipendente. Come potesse un soggetto terzo riuscire a vendere gli stessi diritti a una cifra superiore a quel miliardo che la Lega non era riuscita a spuntare nonostante ripetuti tentativi, questo non era ben chiaro.

La situazione preoccupa non poco i club, che di solito di questi tempi potevano già contare sulla sicurezza dei diritti per ricevere dalla banche una liquidità altrimenti difficilmente raggiungibile.

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