Mercoledì, 12 Dicembre, 2018

Immaginare un'emozione stimola il cervello dei ragazzi

Immaginare un'emozione stimola il cervello dei ragazzi Immaginare un'emozione stimola il cervello dei ragazzi
Moreno Priola | 08 Marzo, 2018, 11:04

Lo studio è nato da alcune semplici domande: quali aree cerebrali vengono attivate dagli stimoli emotivi? Quello che viene ritenuto uno dei sentimenti più nobili, in realtà da un punto di vista medico si esprime attraverso l'attivazione di specifiche aree cerebrali.

Ma come comincia l'immaginazione emotiva nel cervello durante la crescita? Barbara Tomasino, coordinatrice del progetto, ha detto che "le zone che si 'accendono' sono quelle in cui viene codificata la consapevolezza emotiva legata alle parti del nostro corpo, come quando aumenta la sudorazione per uno stato d'ansia o accelera il battito cardiaco per la paura..." Esistono differenze tra adolescenti e adulti? In particolare, due sono i compiti che i ragazzi hanno dovuto svolgere durante il monitoraggio: leggere mentalmente un verbo che descrive un'emozione o leggere un verbo che descrive un'azione, immaginando se stessi nella situazione corrispondente. In entrambi i casi dovevano immaginarsi nella situazione corrispondente, e come "compito controllo" dovevano eseguire un incarico attentivo, cioè in cui fossero impegnati in un'azione cognitiva. Dall'analisi delle risonanze magnetiche è risultato che immaginare verbi che descrivevano situazioni emotive (amare oppure odiare una persona cara ad esempio) portava a un incremento di attivazione in due aree precise del cervello.

"I risultati indicano che queste attivazioni somatosensoriali/enterocettive durante l'elaborazione di emozioni non sono automatiche e non sono guidate semplicemente dallo stimolo emotivo, come propone la letteratura; bensì sono flessibili e sono modulate dal tipo di compito che i soggetti svolgono", dichiara Barbara Tomasino, ricercatrice e Responsabile Scientifico del Polo friulano dell'IRCCS Medea.

Gli autori hanno confrontato questi dati con quelli rilevati in un gruppo di adulti sottoposti allo stesso esperimento. Stesso discorso quando i ragazzi si sono concentrati a immaginare una situazione emotiva ma con un compito di tipo cognitivo, come individuare una lettera specifica all'interno del verbo. Tuttavia, l'attivazione del giro sopramarginale era significativamente inferiore rispetto ai ragazzi. A condurla, su un gruppo di adolescenti tra i 14 e i 19 anni, sono stati l'IRCCS Medea in collaborazione con il Polo di Bosisio Parini (Lecco) dello stesso Istituto e la Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico, oltre che l'Università degli Studi di Milano.

"Infine questi studi possono permettere di aprire una strada verso l'approfondimento degli aspetti maladattativi delle emozioni che stanno alla base della disregolazione emotivo-comportamentale che spesso si evidenzia in psicopatologia in ragazzi ed adulti sofferenti di ansia, fobie o depressione", spiega Paolo Brambilla, Professore Associato di Psichiatria presso l'Università degli Studi di Milano e presso la University of Texas at Houston, USA. In particolare si attivavano due aree del cervello. In particolare, sembra che a beneficiarne maggiormente dei vantaggi siano i ragazzi giovanissimi.

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