Lunedi, 18 Giugno, 2018

Luigi Di Maio: "No al governo istituzionale o di tutti"

Luigi Di Maio: Luigi Di Maio: "No al governo istituzionale o di tutti"
Evandro Fare | 13 Marzo, 2018, 18:42

"Noi non contempliamo nessuna ipotesi di governo istituzionale e di governo di tutti, gli italiani hanno votato un candidato premier, un programma e una squadra".

"Mi sarei aspettato un contatto sui temi e vedo solo forze politiche discutere dei loro problemi". A rassicurare ci aveva già provato il possibile ministro allo Sviluppo Economico Lorenzo Fioramonti con un articolo sul Financial Time in cui sottolinea tra parentesi che il M5S ha ottenuto il 32% alle elezioni, proprio come Angela Merkel. Forse hanno bisogno di un segnale ancora più forte, come nuove elezioni? Sempre più gente si convince che M5S sia l'unica possibilità per uscire dal baratro dei partiti: per questo credo che siamo destinati a crescere. Dobbiamo liberare l'Italia. Le forze politiche stanno chiedendo di tornare a votare?

"Chiedo responsabilità a tutte le forze politiche perché debito, precarietà, disoccupazione non aspettano le liti di partito. E sono disponibile", ribadisce Di Maio che ricorda l'abbandono delle posizioni euroscettiche. "La seconda forza politica - ha rivendicato - è a oltre 10 punti da noi, c'e' stata una grande investitura nei confronti del M5S", ha detto ancora.

"Quello del 4 marzo è stato un voto post ideologico dove non c'entrano più destra e sinistra. Chi vuole mettersi al lavoro per l'Italia si faccia avanti, non c'è da fare alleanze ma da mettere sul piatto cose da fare". "E' stato un voto su un programma che non è mai stato estremista", assicura il deputato che parla di un programma del movimento in linea con il quadro proposto da Bruxelles, non contro, anche se il movimento vuole cambiare alcune cose, ma non vuole andare contro l'Europa, la Nato, l'occidente.

Il candidato premier dei 5 stelle spiega: "Le presidenze delle camere non riguardano la questione del governo, non devono essere legate a dinamiche di governo, ma sono figure di garanzia che riguardano il Parlamento".

"Non credo - ha aggiunto - che ci sia da stravolgere la politica estera dell'Italia ma farla valere di più".

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