Lunedi, 18 Giugno, 2018

Mafia, arrestato Vito Nicastri, re dell'eolico: "Finanziava la latitanza di Messina Denaro"

Mafia, arrestato Vito Nicastri, re dell'eolico: Mafia, arrestato Vito Nicastri, re dell'eolico: "Finanziava la latitanza di Messina Denaro"
Evandro Fare | 13 Marzo, 2018, 09:37

L'inchiesta è coordinata dal procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Gianluca De Leo e Carlo Marzella. Grazie alle consulenze di alcuni professionisti nell'ambito agricolo e immobiliare, i mafiosi avrebbero organizzato una rete di imprese intestate a prestanome.

Le indagini, avviate nel 2014, hanno consentito di individuare i capi delle famiglie della Cosa Nostra di Vita e Salemi e di assicurare alla giustizia diversi gregari.

È soprannominato il "re dell'eolico", il "signore del vento", perché è stato tra i primi in Sicilia a puntare sulle energie pulite:l'imprenditore trapanese Vito Nicastri è finito in carcere oggi insieme ad altre 11 persone sospettate di aver coperto e finanziato la latitanza del boss ricercato Matteo Messina Denaro. La vasta operazione vede impegnati oltre 100 uomini della Direzione Investigativa Antimafia, dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Trapani e del Raggruppamento Operativo Speciale, finalizzata all'esecuzione di 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Palermo, su richiesta della Dia, nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e favoreggiamento nonché fittizia intestazione di beni. Sono stati sequestrati tre complessi aziendali, comprensivi dell'intero complesso immobiliare nonché dei relativi mezzi d'opera, fittiziamente intestate a terzi ma ritenute strumento per il perseguimento dei fini economici dell'organizzazione criminale. Le indagini, sostenute anche dalla collaborazione del defunto imprenditore di Castelvetrano, Lorenzo Cimarosa, cugino del capo mafia Messina Denaro, e dei nuovi pentiti Attilio Fogazza e Nicolò Nicolosi, hanno permesso di scoprire come Cosa nostra trapanese, attraverso i fratelli Nicastri, sia riuscita a mettere le mani sui possedimenti terrieri appartenuti alla famiglia degli esattori Salvo di Salemi.

Parliamo di un nome già conosciuto alle forze dell'ordine, i carabinieri e il personale della Dia, che hanno portato a termine l'ultima inchiesta sui presunti favoreggiatori del padrino di Castelvetrano. Una borsa piena di soldi che Nicastri avrebbe consegnato a un fidato capomafia trapanese, Michele Gucciardi, dopo aver concluso un affare.

Un'indagine che arriva fino a Trapani, dove nuovo capo mafia, come indicato dal pentito Cimarosa, sarebbe Franco Orlando, ex consigliere comunale del Psi, uomo d'onore riservato per volere di Messina Denaro.

I suoi rapporti stretti a doppio filo con i boss mafiosi, gli sono costati il sequestro di centinaia di milioni di euro.

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