Lunedi, 18 Giugno, 2018

Politiche 2018 - Ecco la squadra dei parlamentari eletti in Umbria

FRASCATI  Seggi aperti dalle 7 alle 23 poi via alle operazioni di scrutinio ad iniziare dalle Politiche FRASCATI Seggi aperti dalle 7 alle 23 poi via alle operazioni di scrutinio ad iniziare dalle Politiche
Moreno Priola | 09 Marzo, 2018, 04:05

Dal proporzionale arrivano poi gli unici parlamentari del Pd, che in Calabria elegge i tre capilista: il parlamentare uscente Ernesto Magorno al Senato, l'uscente Enza Bruno Bossio al collegio plurinominale "Nord" della Camera e il vicepresidente della Regione, Antonio Viscomi, al collegio "Sud" della Camera. Anche la diciottesima legislatura avrà comunque un primato con il caso della prima donna valdostana eletta in Parlamento, la 31enne Elisa Tripodi. A Montecitorio le donne saranno meno di un terzo, così come a Palazzo Madama. Per il momento, il dato più affidabile è quello del Senato dove, sempre al netto dei plurieletti, la percentuale di donne si aggira attorno al 27.

Nell'altro ramo del Parlamento, la musica non cambia con il 30 per cento circa di donne: sono sempre i pentastellati ad avvicinarsi di più alla soglia prevista dalla "norma di genere" sulle candidature. Il gruppo grillino, ancora parzialmente incompleto, presenta 82 donne su 222 eletti sicuri (circa il 37%), mentre il Centrodestra, su 260 seggi totali assegnati finora, presenta 67 donne (più o meno il 26%). Il maggior numero di donne al governo si è registrato a partire dal 2006, coi governi Prodi II, Berlusconi IV, Letta I e Renzi I. Delle 8 ministre (su 16 titolari di dicasteri: la metà esatta) presenti all'avvio del governo Renzi, tre hanno presentato le dimissioni e sono state sostituite da uomini. Ad Aosta ha preso il 25% dei voti, a livello regionale si è attestata al 24%. Una beffa, visto che il Rosatellum - la legge elettorale con cui ci siamo recati alle urne - prevedeva delle quote rosa (che, all'epoca della loro introduzione, furono anche piuttosto dibattute).

Fatta la legge, trovato l'inganno: il sistema delle candidature multiple in più collegi (e anche la presenza delle stesse candidate nell'uninominale in molti listini proporzionali) ha fatto sì che le donne subissero anche un leggero calo della rappresentanza rispetto alla legislatura precedente. All'Assemblea Costituente erano state elette 21 donne. Questo criterio è stato rispettato nella composizione delle liste ma non garantisce un effettivo equilibrio al momento dell'elezione e dell'assegnazione dei seggi. Ogni eletta spalancava la strada per il seggio fino a 5 candidati uomini.

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