Domenica, 27 Mag, 2018

Strage di via D'Amelio, tre poliziotti sotto accusa per depistaggio

Strage di via D'Amelio tre poliziotti sotto accusa per depistaggio   
                       
                
         Oggi alle 13:36 Strage di via D'Amelio tre poliziotti sotto accusa per depistaggio Oggi alle 13:36
Evandro Fare | 10 Marzo, 2018, 00:41

L'avviso di conclusione dell'inchiesta, preliminare alla richiesta di rinvio a giudizio, è stato notificato al funzionario di polizia Mario Bo e ai poliziotti Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei. Quattro processi e quasi 26 anni dopo i magistrati di Caltanissetta scrivono un nuovo capitolo sull'attentato che costò la vita a Paolo Borsellino e alla sua scorta il 19 luglio 1992. Per tutti l'accusa è di calunnia in concorso. Un piano dal movente non definito, con un regista ormai morto: l'ex capo della task force investigativa Arnaldo La Barbera, comprimari come Bo e "esecutori" come Ribaudo e Mattei.

Nel provvedimento di sette pagine il sostituto procuratore Stefano Luciani e i procuratori aggiunti Gabriele Paci e Lia Sava ipotizzano che gli agenti abbiano indotto Vincenzo Scarantino a spacciarsi per pentito raccontando di avere partecipato alla preparazione dell'attentato di via d'Amelio e accusando Salvatore Profeta, Gaetano Scotto, Cosimo Vernengo, Natale Gambino, Giuseppe La Mattina, Gaetano Murana e Giuseppe Urso.

Molti dei fatti contestati sarebbero avvenuti a Roma e a Pianosa, dove c'e' il supercarcere in cui Scarantino, a suon di botte, sarebbe stato convinto ad accusare gli uomini della cosca della Guadagna di Palermo. Bo avrebbe invece diretto le operazioni di condizionamento del pentito. La corte d'assise di Caltanissetta, presieduta da Antonio Balsamo, ha infine condannato all'ergastolo i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino, imputati di strage e a dieci anni i falsi pentiti Francesco Andriotta e Calogero Pulci, accusati di calunnia. I giudici dichiararono estinto per prescrizione il reato contestato a Vincenzo Scarantino pure lui imputato di calunnia.

Resta ancora oscuro, però, almeno in questa fase il movente del depistaggio.

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