Martedì, 20 Novembre, 2018

Intercettazione choc: "bimbo sciolto nell'acido? Riina ha fatto bene"

Matteo Messina Denaro Intercettazione choc: "bimbo sciolto nell'acido? Riina ha fatto bene"
Evandro Fare | 21 Aprile, 2018, 15:01

I 22 fermi eseguiti tra Castelvetrano, Mazara e Campobello di Mazara, da uno schieramento di forze investigative imponente, che ha messo assieme carabinieri, polizia e Dia, i gruppi di eccellenza del Ros e dello Sco, il Comando provinciale di Trapani e le Squadre mobili di Palermo e Trapani, fanno emergere il gruppo ristretto dei pretoriani dell'ultima grande primula rossa di Cosa nostra siciliana. Tutti reati aggravati dalle modalità mafiose. E ancora: "Ha fatto bene!" a sciogliere il piccolo Giuseppe Di Matteo nell'acido.

Le indagini, oltre ad accertare il capillare controllo del territorio esercitato da Cosa Nostra ed il sistematico ricorso all'intimidazione per infiltrare il tessuto economico locale, hanno consentito di individuare la rete relazionale funzionale allo smistamento dei "pizzini" con i quali il latitante impartiva le disposizioni ai suoi sodali.

Da qui, quindi, la decisione finale di uccidere nell'acido il ragazzino di appena 13 anni e che, per i complici di Matteo Messina Denaro, "è stata la giusta soluzione".

"Vedi, una statua gli devono fare... una statua allo zio Ciccio che vale". Don Ciccio e il figlio vengono accostati dai due interlocutori, uno dei quali cognato del boss ricercato, ai santi e a padre Pio, e vengono idolatratati. Così il Procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi parlando con i giornalisti del boss latitante Matteo Messina Denaro. "Padre Pio e ci devono mettere allo zio Ciccio e a quello accanto... quelli sono i santi", con riferimento a Francesco e Matteo, padre e figlio Messina Denaro. "Arrestami! Che fa, non posso dire quello che penso?". A parlare, senza sapere di essere intercettato, è uno degli uomini ritenuti vicini a Matteo Messina Denaro, arrestato all'alba di oggi nell'operazione 'Anno zero'. Il bambino di cui parla è il piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino, rapito, tenuto sotto sequestro per 779 giorni, ucciso e sciolto nell'acido per indurre il padre a ritrattare. La conversazione e' del 19 novembre del 2017. "Se la stirpe è quella. suo padre perché ha cantato?", conviene l'interlocutore.

"Ha rovinato mezza Palermo quello, allora perfetto", dice accanendosi contro l'ex mafioso. "Giusto! perfetto!.e allora. fuori dai coglioni - gli fa eco l'altro - dice: 'io sono in una zona segreta, sono protetto, non mi possono fare niente'.si a te. però ricordati coglione che una persona la puoi ammazzare una volta, ma la puoi far soffrire un mare di volte". "Il bambino è giusto che non si tocca, però 700giorni sono due anni... tu perché non ritrattavi tutte cose?"

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