Giovedi, 18 Ottobre, 2018

Aborto libero, in Irlanda arriva uno storico "sì"

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Evandro Fare | 26 Mag, 2018, 17:06

Tra i votanti più giovani, 18-24 anni, la percentuale più alta di favorevoli, l'87%. Secondo i dati degli exit poll forniti dall'Irish Times, circa il 68% degli elettori ha espresso un voto favorevole alla cancellazione dell'ottavo emendamento della Costituzione in base al quale sia la madre che il feto hanno "pari diritto alla vita". Anche se va detto che la campagna referendaria ha visto la Chiesa in seconda fila, con un dibattito che si è svolto su linee sostanzialmente secolarizzate e ha visto protagoniste le donne, dall'una e dall'altra parte, con le loro storie ed esperienze personali. "Sembra che domani faremo la storia", ha scritto su Twitter il primo ministro Leo Varadkar, che sostiene la riforma. Lo spoglio ufficiale comincia soltanto oggi e un risultato definitivo è atteso nel pomeriggio: ma gli exit poll della notte erano così netti che anche molti sostenitori del no hanno subito riconosciuto la sconfitta.

Il voto ha profondamente diviso l'Irlanda cattolica, dove l'interruzione di gravidanza è possibile solo nei casi in cui la vita della madre è in pericolo, ma non in caso di stupro e incesto. Più di 3,2 milioni di persone erano chiamate al voto, che ha registrato un alto tasso di partecipazione, superiore al 70% in alcune aree. Le pena prevista arrivava fino a 14 anni di carcere.

L'ottavo emendamento della Costituzione irlandese equipara, nella sua attuale formulazione, il "diritto alla vita del nascituro" al "diritto alla vita della madre".

Secondo i sondaggi, però, il sì all'abrogazione dell'ottavo emendamento è in vantaggio e ha buone possibilità di vincere il referendum del 25 maggio, sebbene la distanza con il no si stia progressivamente assottigliando. In Irlanda si calcola che un totale di 170mila donne abbia attraversato il mare per interrompere la gravidanza a partire dal 1992, quando un referendum autorizzò le donne ad abortire all'estero.

La norma fu varata a seguito delle feroci polemiche per il caso di una donna di origini indiane, Savita Halappanavar, morta per un'infezione dopo che i medici di un ospedale di Galway si erano rifiutati di rimuovere il feto, alla diciassettesima settimana di gravidanza, perché "l'Irlanda è un paese cattolico".

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