Domenica, 27 Mag, 2018

Caso Montante: indagati Crocetta e il presidente di Sicindustria

La rete di spionaggio di Montante, indagati anche Catanzaro e Crocetta Sicilia, inchiesta Montante: "A Crocetta un milione di euro per i posti nella giunta"/ Indagato ex presidente
Evandro Fare | 16 Mag, 2018, 21:50

Sono indagati per associazione a delinquere, corruzione, abuso d'ufficio, finanziamento illecito ai partiti Antonello Montante, Carmelo Turco, Rosario Amarù, Totò Navarra, Giuseppe Catanzaro.

Gli indagati sono complessivamente una trentina.

In cambio delle nomine degli assessori regionali Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, che avrebbero consentito all'ex presidente di Sicindustria Antonello Montante di controllare la giunta regionale, Rosario Crocetta avrebbe accettato un milione di euro, in quote da 200 mila ciascuno, da Montante e dagli altri imprenditori nisseni Carmelo Turco, Rosario Amarù e Totò Navarra e dall'attuale presidente di Confindustria Sicilia Giuseppe Catanzaro. "Con le attività produttive si può fare la terza guerra mondiale", sono solo alcuni degli stralci delle intercettazioni di Montante. Crocetta avrebbe nominato gli assessori Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, vicine a Montante, che avrebbero assicurato finanziamenti alle iniziative del presidente di Sicindustria. "Ho ricevuto un avviso a comparire quale persona sottoposta a indagini per reati che attengono ai rapporti con la politica - spiega Catanzaro -, di cui solo oggi vengo a conoscenza". "Andrò e fornirò ogni elemento utile al fine di agevolare la ricostruzione della verità storica", ha concluso. L'inchiesta ipotizza due associazioni a delinquere attorno a Montante: quella finalizzata alla corruzione di esponenti delle forze dell'ordine, per carpire notizie riservate sulle indagini, e quella per corrompere esponenti della politica, con l'obiettivo di razzolare fondi pubblici. Nell'ordinanza sarebbe citata anche la testimonianza di Alfonso Cicero, commissario dell'Irsap che raccontò che Catanzaro "verso la fine del 2013, inizi del 2014, gli aveva confidato che Montante deteneva un dossier ed un video contenente immagini relative alla vita privata del dottor Marino e si stava adoperando per diffonderli mediaticamente al fine di delegittimare costui, che, nella sua funzione di assessore, aveva assunto, come detto, posizioni di contrasto con Confindustria Sicilia e con il Catanzaro stesso nella vicenda della gestione dei rifiuti".

Fava (neoeletto all'Antimafia): "Preoccupato da governo parallelo" - E proprio mentre l'inchiesta su Montante si allarga, uno dei principali accusatori del presunto sistema creato dall'ex presidente di Confindustria viene eletto presidente della commissione Antimafia regionale: si tratta di Claudio Fava. "Sempre dal dialogo captato - prosegue l'ordinanza - si evince come il Montante si fosse personalmente attivato con l'allora presidente di Confindustria nazionale Giorgio Squinzi affinché la Vancheri, una volta lasciato l'incarico di governo regionale, potesse trovare una collocazione proprio in Confindustria, facendole persino avere un bonus extra per le spese sanitarie". "Molte di queste cose erano conosciute, erano state intuite ed erano intuibili", dice il neoeletto presidente dell'Antimafia, già candidato governatore sconfitto alle elezioni regionali del novembre 2017. E Montante, scrive il giudice, "diceva alla Vancheri che non appena firmato il contratto con Confindustria sarebbe dovuta andare da Squinzi a ringraziarlo".

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