Martedì, 23 Ottobre, 2018

Corruzione e "spionaggio", arrestato l'ex presidente di Sicindustria Antonello Montante

Arrestato l'imprenditore Montante L'accusa della Dda: corruzione Domiciliari per l'ex presidente di Confindustria Sicilia Montante
Evandro Fare | 14 Mag, 2018, 10:44

La polizia di Caltanissetta ha arrestato Antonello Montante, l'imprenditore nisseno ex presidente di Confindustria Sicilia, attualmente presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e numero uno di Retimpresa Servizi srl di Confindustria Nazionale. Secondo la Procura nissena, Montante, per anni ritenuto paladino dell'antimafia, avrebbe fatto parte di una vera e propria rete di 'spionaggio' con lo scopo di avere notizie sulle indagini della magistratura a suo carico.

Arrestato Antonio Montante, ex presidente Sicindustria. Le ipotesi di reato sono dunque associazione per delinquere finalizzata a commettere delitti contro la pubblica amministrazione, accesso abusivo a sistema informatico, e corruzione. Un altro indagato è stato colpito da misura interdittiva della sospensione dall'esercizio dell'ufficio pubblico per un anno.

Montante è stato uno degli esponenti di punta della svolta antimafia di Confindustria ricoprendo anche la carica di responsabile nazionale per la legalità.

L'imprenditore, noto per le battagli antimafia (ricordiamo il codice etico di Confindustria: "Chi non denuncia è fuori dall'associazione"), si trova oggi nei guai perché, secondo la Procura di Caltanissetta, avrebbe creato una rete illegale per spiare l'inchiesta scattata nei suoi confronti tre anni fa, dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti di mafia.

Il 22 gennaio del 2016, Montante aveva ricevuto un avviso di garanzia per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.

A caccia di riscontri, gli investigatori della squadra mobile nissena diretti dal vicequestore aggiunto Marzia Giustolisi avevano perquisito abitazioni e aziende dell'imprenditore. Proprio durante queste operazioni erano saltati fuori, da una stanza segreta nella vitta di Serradifalco dello stesso Montante, numerosi dossier su magistrati, politici e vari esponenti della società civile. Ora, i magistrati ritengono che quei file siano il frutto di una massiccia attività illegale di spionaggio messa in campo dal leader di Confindustria, che avrebbe comprato la fedeltà di alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine con costosi regali e assunzioni per i familiari.

Montante, dal canto suo, ha sempre sostenuto che "i pentiti che mi accusano sono mafiosi che ho contribuito a colpire duramente con le mie denunce".

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