Giovedi, 18 Ottobre, 2018

Gerusalemme blindata, apre l'ambasciata Usa: primi scontri a Gaza

Quattro paesi Ue si inchinano a Trump: sì all'inaugurazione dell'ambasciata a Gerusalemme Alta tensione per l'apertura dell'ambasciata Usa
Evandro Fare | 14 Mag, 2018, 13:10

Un funzionario Usa ha spiegato che inizialmente la sede nel consolato nel quartiere di Arnona, a Gerusalemme ovest, potrà ospitare l'ufficio dell'ambasciatore e un ristretto staff. L'ambasciatore David Friedman "nelle fasi iniziali, si dividerà tra Tel Aviv e Gerusalemme", in quanto si ritiene che il processo di definitivo trasferimento sarà "pluriennale".

Alla cerimonia di oggi nonparteciperanno i rappresentanti diplomatici degli altri Paesi, non invitati per evitare il boicottaggio di cui si è vociferato da parte degli altri Paesi. Il presidente Donald Trump non presenzierà all'evento, ma al suo posto saranno presenti Ivanka Trump e Jared Kushner (Bbc).

Hamas, il movimento che governa la Striscia di Gaza, ha chiamato a raccolta oltre 100mila palestinesi perché si ammassino lungo una dozzina di punti di attrito sul confine e forzino i recinti. E' prevista la ricerca di uno spazio più grande dove spostarla definitivamente.

Israele considera sua capitale l'intera città di Gerusalemme, mentre i palestinesi vedono Gerusalemme Est come capitale del loro futuro Stato.

La decisione di Donald Trump è stata duramente contestata dal mondo arabo, dai palestinesi, dall'Onu e da gran parte della comunità internazionale, Ue compresa. Solo quattro stati dell'Unione Europea parteciperanno alla cerimonia di oggi: Austria, Ungheria, Romania e Repubblica Ceca, gli ultimi due hanno deciso di seguire gli Stati Uniti e di spostare anche la loro ambasciata a Gerusalemme. La 'first daughter' ha postato su Instagram una foto che la ritrae al Muro del Pianto, dicendosi "onorata di far parte della delegazione americana in occasione di questa cerimonia epocale". Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

Superblindata tutta l'area intorno all'ambasciata e al confine. Ma gli avvertimenti servono a poco.

I primi scontri sono avvenuti già a poche ore dall'apertura dell'ambasciata statunitense a Gerusalemme. Dagli altoparlanti delle mocheee i muuezzin esortano la popolazione a unirsi in massa alle proteste per raggiungere la cifra di un milione di manifestanti.

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