Venerdì, 17 Agosto, 2018

Governo, Di Maio e Salvini chiamano il Quirinale: "Pronti a riferire"

Stefano Rellandini  Reuters Stefano Rellandini Reuters
Evandro Fare | 15 Mag, 2018, 01:58

Torna così a circolare il nome del numero due della Lega Giancarlo Giorgetti a cui però i 5Stelle potrebbero dire sì solo a condizione di ottenere i ministeri di peso (Esteri, Economia, Lavoro, Trasporti e Sanità). A Milano c'è ieri sera c'è stato l'ultimo vertice fra Luigi Di Maio, capo politico di M5s, e il segretario della Lega, Matteo Salvini.

Nel programma di Governo fanno capolino anche i due cavalli di battaglia della campagna elettorale dei due partiti. Confermato anche l'accordo sulla legge Fornero: "Assolutamente sì, abbiamo chiuso".

"Stiamo facendo uno sforzo enorme, e non per interessi personali". Trattative che hanno spinto l'ex premier in pectore del Movimento a dichiarare che "qui si sta scrivendo la Storia", mentre, a domanda dei giornalisti se fosse intenzione proporre una rosa di nomi al capo dello Stato, il leader leghista ribatteva con un "e mica andiamo da Mattarella a proporre una squadra di calcio" (lasciando intendere che il nome del futuro premier o sarà unico o non sarà). In attesa che Salvini e Di Maio scoprano la carta della premiership il toto-nomi per la poltrona di Palazzo Chigi impazza sulle prime pagine dei giornali. "C'è da lavorare ancora", ha detto il leader del Carroccio arrivando alla Camera. Ieri in un incontro al Pirellone a Milano i rappresentanti delle due forze politiche hanno lavorato al programma comune utile a far decollare la legislatura. Ma si tratta di un contratto che poi verrà limato, rivisto, aggiornato. Sul candidato premier, invece, l'intesa c'è, ma non il nome.

L'accordo stasera ci sarà. Forse qualcuno dei padri Costituenti, forse alcuni politici che sono arrivati al governo dopo aver lottato contro una dittatura, essere stati perseguitati.

La seconda giornata di trattative per la stesura sul contratto di governo sui circa 20 punti su cui dovrà nascere il prossimo esecutivo era iniziata a mezzogiorno. Luigi Di Maio e Matteo Salvini chiedono altro tempo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la formazione del nuovo Governo. Poi però dal Movimento 5 stelle è arrivata la secca smentita: il premier non sarà lui. Ma il grande assente è il problema della crescita.

"Stiamo discutendo sull'idea di Italia che vogliamo, anche animatamente con l'M5s". L'avvocato, 51 anni, figurava tra i candidati ministri del governo M5S: avrebbe dovuto occupare la casella della Pubblica Amministrazione, ed è vice presidente del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa.

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