Mercoledì, 18 Luglio, 2018

Ictus cerebrale: a Torino primo stent pediatrico

Sanità, bambino colpito da ictus salvato alla Città della Salute di Torino: bimbo vivo grazie a una protesi metallica Torino, bimbo di sei anni colpito da ictus salvato con uno stent: "Prima volta al mondo"
Moreno Priola | 16 Mag, 2018, 21:31

Una buona notizia giunge dalla sanità torinese: un bambino colpito da ictus salvato alla Città della Salute di Torino.

All'intervento sul piccolo paziente si è giunti dopo che lo stesso era stato ricoverato a metà di aprile all'ospedale di Novara per una emiparesi sinistra e il riscontro tramite risonanza magnetica di un'ischemia dell'emisfero cerebrale di destra dovuta dal restringimento dei vasi cerebrali per una causa non nota, probabilmente post infettiva. Per questo sarà importante cercare di portare avanti situazioni in grado di rivoluzionare la medicina neurologica. Lo afferma in una nota l'Aou Città della Salute e della Scienza di Torino.

Il paziente, pertanto, è stato sottoposto ad attento controllo neuroradiologico e dei vasi cerebrali. Qui, grazie ai medici dell'ospedale Molinette e agli specialisti dell'ospedale Regina Margherita è stato possibile effettuare un intervento con tecnica mini-invasiva.

L'intervento è tecnicamente riuscito ed ora il paziente presenta un significativo e costante miglioramento delle sue condizioni.

L'operazione straordinaria. Nei giorni scorsi allora una équipe mista multispecialistica Molinette - Regina Margherita, composta dal professor Mauro Bergui (direttore della Neuroradiologia universitaria dell'ospedale Molinette) e dalla dottoressa Gabriella Agnoletti (direttore della Cardiologia pediatrica dell'ospedale Regina Margherita), ha deciso di procedere con un intervento miniinvasivo partendo dalla zona inguinale attraverso i vasi sanguigni, che ha permesso di introdurre nei vasi cerebrali di F. uno stent, piccola protesi metallica, simile a quello utilizzato nelle coronarie, che mantiene aperto il vaso permettendo la normale irrorazione del cervello. Quanto alle cause sono spesso ignote, in alcuni casi potrebbero essere infiammatorie. Questo caso dimostra che, se la terapia medica non è sufficiente, si può intervenire con successo. Al Regina Margherita, Dipartimento di Pediatria e Specialità Pediatriche (diretto dalla dr.ssa Franca Fagioli), si stanno raggruppando le diverse competenze in una équipe dedicata alle malattie neurologiche acute del bambino, con le competenze di pediatri, neuropsichiatri, neurochirurghi, ematologi, cardiologi, rianimatori e neuroradiologi.

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