Mercoledì, 15 Agosto, 2018

IVREA - Muore ad appena 12 anni: condannato l'istruttore

Evandro Fare | 16 Mag, 2018, 21:30

Credevo di doverlo a Tito perché gli fosse fatta giustizia ma mi è rimasta la grande amarezza di non aver sentito nessuno, se non uno degli imputati dire: "'Mi spiace di non aver fatto di più per evitare la morte di Tito, non so cosa, ma qualcosa'".

C'è un solo responsabile per la morte di Tito Traversa, baby scalatore di 12 anni che nell'estate del 2013, morì dopo essere caduto a seguito di un'arrampicata. Assolti invece il responsabile della scuola Bside, Luca Gianmarco, e il produttore dei gommini dei moschettoni montati male durante la scalata, nonché il legale rappresentante della Aludesign spa, Carlo Paglioli: tutti e tre non hanno commesso il fatto. Nel processo erano imputati il titolare della scuola di arrampicata frequentata dal piccolo, l'imprenditore bergamasco che produsse una parte dell'attrezzatura usta da Tito e l'istruttore del giovane arrampicatore di Ivrea. Il Tribunale ha inflitto due anni di reclusione all'istruttore di Traversa.

Il bimbo morì sulle montagne di Orpierre il 3 luglio del 2013. Il 12enne, soccorso e trasportato all'ospedale di Grenoble, era entrato in coma ed è morto due giorni dopo senza mai riprendere conoscenza. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, il Tribunale è convinto che l'istruttore avrebbe dovuto controllare i rinvii di Tito, montati male da una sua compagna minorenne. "Mio figlio è morto a causa di un concatenarsi di responsabilità di cui solo una parte è stata dichiarata con la sentenza odierna", ha detto il padre Giovanni, al termine dell'udienza. Traversa ha quindi aggiunto e concluso: "Si sono verificati una serie di inceppi che hanno consentito l'impunità di alcune figure".

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