Domenica, 27 Mag, 2018

Lo spionaggio di Montante: convolti anche Schifani e vertici dei servizi segreti

Il La rete di spionaggio di Montante, indagati anche Catanzaro e Crocetta
Evandro Fare | 16 Mag, 2018, 23:38

Con sentenza depositata ieri il tribunale civile di Catania, terza sezione, ha condannato l'ex presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, a risarcire la parcella. Lo ha detto il procuratore di Caltanissetta, Amedeo Bertone, a margine della conferenza stampa sull'arresto dell'ex presidente di Sicindustria Antonello Montante e di altre cinque persone, dirigenti di Gdf, Cc e Polizia, accusato di aver creato un sistema spionistico-informativo a favore dello stesso Montante. Secondo la Procura, Schifani avrebbe fatto parte di una fitta rete di spionaggio per avere notizie sull'inchiesta della Dda di Caltanissetta su Montante. Ed è a questo punto che entra in gioco Schifani.

Con Schifani, nell'elenco degli indagati, anche il docente dell'Università di Palermo Angelo Cuva l'ex generale Arturo Esposito, ex direttore del servizio segreto civile (Aisi); Andrea Cavacece, capo reparto dell'Aisi; Andrea Grassi, ex dirigente della prima divisione del Servizio centrale operativo della polizia; Romeo Letterio, nella qualità di comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Caltanissetta; Gianfranco Ardizzone, ex comandante provinciale della guardia di finanza di Caltanissetta e poi capocentro della Dia nissena; Mario Sanfilippo, ex ufficiale della polizia tributaria di Caltanissetta. Cavacece, sostiene sempre l'accusa, a sua volta avrebbe rivelato che vi erano intercettazioni nei confronti di Montante sia al suo capo, il generale Esposito, sia a D'Agata. A quest'ultimo, però, non avrebbe detto che era indagato, cosa che invece avrebbe riferito al direttore dell'Aisi. L'accusa di favoreggiamento, con Cuva, fa invece riferimento al fatto che i due "aiutavano Montante e D'Agata ad eludere le investigazioni che la procura della Repubblica di Caltanissetta stava eseguendo sul loro conto".

"Apprendo con stupore l'indagine a mio carico riguardo una mia presunta condotta, che e' assolutamente inesistente". Mi riservo, piuttosto, di denunciare per millantato credito chi per ipotesi mi ha coinvolto e fin d'ora sono a disposizione dell'autorità giudiziaria per comprendere meglio la vicenda e avviare tutte le iniziative opportune, al fine di tutelarmi da un'accusa palesemente infondata. "Rivendico, infine, che non ho mai avuto alcuna amicizia o frequentazione con il signor Montante, a dimostrazione dell'assoluto disinteresse nei confronti di quest'ultimo".

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