Sabato, 17 Novembre, 2018

Rafael saluta Napoli: "Ho sempre dato tutto, vi porto nel cuore"

KK. Rafael saluta Napoli. I ricordi e le parole d'amore del portiere brasiliano Rafael saluta Napoli: «Ho sempre dato tutto, vi porto nel cuore»
Iona Trifiletti | 16 Mag, 2018, 18:04

Rafael Cabral, secondo portiere del Napoli, si è congedato dagli azzurri ai microfoni di Radio Kiss Kiss (ha il contratto in scadenza). "Sono arrivato con mia moglie e vado via con lei e mia figlia, sento questa città ormai come casa mia". Mi ricordo quando toccava a Chiellini, se segnava la portavano loro a casa e poi sono riuscito a pararlo. Ecco quanto dichiarato al direttore Valter De Maggio: "Ho vissuto 5 anni eccezionali e ho fatto tante amicizie a Napoli". Ho la pelle d'oca a parlare dl rigore di Padoin, ho parato i rigori dei giocatori che non avevo studiato, fu una serata indimenticabile, la porterò sempre nel cuore. "E' un ricordo bellissimo".

Sogno scudetto: "Ci siamo messi d'accordo, siamo rimasti per raggiungere un sogno, ma non ce l'abbiamo fatta". Ci siamo allenati bene, non abbiamo buttato via nemmeno un giorno di lavoro, abbiamo sofferto, è andata così ma possiamo lasciare questo campionato a testa alta. Spero che il prossimo anno sia ancora meglio. Sono grato a tutti, ma ho deciso di cambiare aria. Spero di rimanere in Italia, al massimo giocherò in Europa ma non tornerò in Brasile.

Mi sono ripreso subito dal grave infortunio con lo Swansea, ma per entrare in forma al massimo ci voleva un po' più di tempo. "Volevo giocare, ma lo meritavano anche i miei colleghi e ho sempre rispettato con gioia le decisioni del mister". Ho lavorato con compagni di squadra unici e ho imparato tanto con lo staff, Sarri e Benitez. Penso sia l'ideale per il futuro di questa squadra, sa accendere nel cuore qualcosa di diverso. "Mondiali? Il Brasile è favorito e ha una rosa giovane." .

Il portiere azzurro Rafael è pronto a salutare Napoli, dopo anni per lo più vissuti in ombra ma anche una notte da grande protagonista a Doha 3 anni fa: "Napoli è stata un dono di Dio!" Se vincessero lo Scudetto non so cosa succederebbe. Dovevo guadagnare più forza e sicurezza nel ginocchio, feci bene e poi per una partita sbagliata andai in panchina senza avere più le mia occasioni, il mister fece bene perché non ero in grado di fare più quello che sapevo fare, ma ero dispiaciuto di non aver avuto più occasioni.

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