Martedì, 17 Luglio, 2018

Vetrerie Murano, evasione fiscale da 7 milioni di euro

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Calogero Calderone | 16 Mag, 2018, 01:54

Nella sua residenza veneziana sono stati sequestrati tre orologi Rolex di lusso e 220 mila euro in contanti. Inedito il sistema impiegato dalle ditte per sfuggire alle maglie del fisco: i preziosi vetri di Murano venivano pagati dai clienti stranieri tramite pos, ma i soldi della transazione, invece di finire sui conti in banca delle vetrerie, venivano dirottati su quello di un cambiavalute, figurando quindi come operazioni di anticipo contante e perciò esenti da imposte.

La guardia di finanza di Venezia, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito un sequestro di conti correnti e beni mobili e immobili per 7 milioni di euro nei confronti di dieci persone, amministratori di otto vetrerie e un cambiavalute, responsabili secondo l'accusa di una frode fiscale nel settore della produzione e vendita del vetro di Murano. Nel proprio ufficio, poi, il cambiavalute s'incontrava con i titolari delle vetrerie ai quali restituiva la quota parte di incassi di spettanza trattenendo una commissione del 5 per cento.

Sulla base delle ricevute pos e dei dati degli acquirenti stranieri forniti dalle vetrerie, il cambiavalute provvedeva a registrare nella propria contabilità le operazioni, classificandole come anticipi contante in valuta locale. Il denaro finiva sul conto corrente bancario intestato sempre al cambiavalute. Per poter effettuare le esportazioni, i documenti doganali da compilare obbligatoriamente erano corredati da documenti fiscali relativi a cessioni precedenti per cui erano già stati emessi scontrini fiscali; in altri casi, venivano utilizzate delle fatture "pro-forma" cui poi, naturalmente, non seguiva alcun documento fiscale oppure all'atto dell'acquisto, il cliente extra UE veniva invitato a pagare una minima parte dell'acquisto sul Pos ufficiale della vetreria, importo sulla base della quale veniva emessa la fattura allegata alla bolletta doganale, e il restante, la maggior parte, sul Pos dell'agenzia di cambio. Solo che dal 2013 a oggi il valore totale delle vendite effettuato con questo sistema fraudolento è stato enorme: 30 milioni di euro con circa 6 milioni di imposte evase. L'incrocio delle informazioni disponibili ha fatto emergere la posizione del cambiavalute che, pur operando formalmente in un'unica sede, risultava disporre di un numero significativo di apparati POS. Dopo i sequestri preventivi odierni, al termine degli accertamenti, scatteranno anche le contestazioni fiscali a carico delle imprese finite nel mirino.

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