Martedì, 14 Agosto, 2018

Volo MH7, l'aereo malese abbattuto da un missile russo

Un frammento del volo MH17 della Malaysia Airlines esploso nei cieli dell'Ucraina Un frammento del volo MH17 della Malaysia Airlines esploso nei cieli dell'Ucraina
Evandro Fare | 26 Mag, 2018, 15:06

Sin da subito ci furono accuse contrapposte: gli ucraini accusarono Mosca di aver abbattuto l'aereo con un missile antiaereo di tipo Buk; i russi replicarono che era stato un aereo ucraino con un missile aria-aria.

La Russia snobba la situazione e la relazione finale, ma nella regione separatista di Donetsk in Est Ucraina, quel 17 luglio 2014 morirono 298 persone e le prove raccolte sono ormai schiaccianti, difficile restare indifferenti. Una versione che ora viene nuovamente confermata da una commissione internazionale che ha esaminato i dati riuscendo ad individuare sia la brigata russa che lanciò il missile, sia la zona di lancio del missile (nei pressi della città di Kursk).

"La squadra di inquirenti "è arrivata alla conclusione che il sistema missilistico Buk-Telar che ha colpito l'MH17 proveniva dalla 53esima brigata di missili anti-aerei di stanza a Kursk in Russia", ha riferito il responsabile, l'olandese Wilbert Paulissen".

Nel 2016, gli inquirenti olandesi avevano annunciato di avere prove che il sistema Buk, coinvolto nell'incidente, aveva attraversato dalla Russia il confine con l'Ucraina, per poi tornare indietro dopo che l'aereo era stato abbattuto. Tutte le 298 persone a bordo sono morte. L'aereo era un Boeing 777-200ER.

"Tutti i veicoli nel convoglio che trasportava il missile erano parte delle forze armate russe", ha detto Wilbert Paulissen della polizia nazionale olandese. In precedenza, il sito investigativo Bellingcat aveva puntato il dito proprio sulla stessa brigata, usando informazioni open-source.

"Oggi il governo olandese ha reso noto di essere arrivato alla conclusione, assieme all'Australia, "che la Russia abbia una responsabilità relativa al suo ruolo nell'abbattimento" del volo Malaysia Airlines". Mosca ha inoltre usato il suo diritto di veto in sede Onu per evitare la creazione di un tribunale internazionale che determinasse le responsabilità sull'accaduto.

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