Lunedi, 22 Ottobre, 2018

Accordo Trump-Kim Jong-un, e ora cosa faranno le altre potenze?

Rodman: lacrime per la pace Usa-Corea: Trump e Kim, la stretta di mano che entra nella storia
Evandro Fare | 13 Giugno, 2018, 14:47

Trump e Kim hanno dunque firmato un documento "globale" che dovrebbe descrivere i prossimi passi della relazione tra Stati Uniti e Corea del Nord. L'inquilino della Casa Bianca ha speso parole di stima per il leader nordcoreano prefigurando "un importante cambiamento per il mondo". I due si sono incontrati, hanno parlato e hanno firmato un accordo "storico", come viene definito anche nel documento ufficiale firmato dai due. - Dopo l'intesa con la Corea del Nord, è l'Iran l'altro obiettivo prioritario dell'amministrazione di Donald Trump. "Cominceremo questo processo molto presto, vedrete tutto tra poco, la lettera che abbiamo firmato molto molto completa, entrambe le parti saranno colpite da questo lavoro". Ma c'è stato anche il tempo per lanciare una frecciata all'ex presidente Barak Obama: "5 anni fa Kim mi ha detto cose relative a dei potenziali negoziati da riferire a Obama che, però, non ha mai voluto incontrarmi".

L'annuncio sul dietrofront di Trump ha una motivazione esatta, quantomeno formale: Trump s'è infuriato dopo aver sentito parlare in conferenza stampa il canadese Justin Trudeau, che nella sua conferenza stampa conclusiva ha attaccato la decisione americana di alzare tariffe aggiuntive sull'acciaio dal Canada per ragioni di sicurezza nazionale. Poi, il siparietto. Il tycoon ha mostrato al leader 'the beast', la macchina presidenziale del presidente americano. "Li risolveremo... e non vedo l'ora di lavorare con lei", ha replicato Trump.

Al di là della questione sulle dichiarazioni finali, e prima della spaccatura notturna, ciò che resta del G7 canadese è che il presidente Trump ha utilizzato il summit come un proxy per ribadire le sue posizioni in tema di commercio internazionale, con minacce collegate. Sebbene la stessa CNN sia piuttosto vaga sulle ragioni che hanno scatenato la furia di Trump, l'impressione è che a irritare il presidente Usa sia stato un discorso di Trudeau proferito nella giornata di sabato, in particolare le affermazioni secondo cui esiste una "certezza assoluta" sull'intenzione del Canada di annunciare il prossimo 1° luglio un insieme di ritorsioni in risposta ai dazi che Washington ha imposto sull'acciaio e sull'alluminio che l'America importa da altri paesi.

L'hotel in cui si svolge il summit non è lo stesso in cui i due leader hanno pernottato.

Il governo di Singapore ha anche schierato la squadra di soldati di élite, i gurkha nepalesi, famosi per il khukuris, un tipico coltello pesante e dalla lama curva, oltre che per le loro capacità militari. Ovvero: che molto meno angosciante è, per il pianeta Terra, assistere al pur sconcertante e non poco laido "lingua in bocca" tra il "vecchio rimbambito" (come Kim ebbe a definire Donald) e il "piccolo uomo-razzo" (come Donald ebbe a definire Kim), che ascoltare le reciproche promesse di "fuoco e furia" che tra i due erano corse solo qualche mese fa. Il premier giapponese aveva capito subito che per gli alleati storici degli Stati Uniti si prospettavano tempi tumultuosi sul fronte commerciale.

Secondo Joongang Ilbo, quotidiano sudcoreano citato dalla stampa statunitense, Kim avrebbe invitato Trump nella capitale nordcoreana per un secondo summit, a luglio.

I colloqui "saranno un percorso" ma "alla fine avranno successo", ha detto il presidente americano. "È un onore essere con il presidente Kim", ha aggiunto prima di stringergli la mano.

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