Sabato, 23 Giugno, 2018

Di Maio alla Confcommercio: "L’Iva non aumenterà, avete la mia parola"

Luigi Di Maio all'assemblea nazionale di Confcommercio a Roma “No all'aumento dell'Iva”: l'annuncio di Luigi Di Maio fa esultare l'Ascom
Quartilla Lauricella | 10 Giugno, 2018, 12:40

Alle parole del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che aveva detto: "Sull'Iva non si tratta e non si baratta!", risponde così Luigi Di Maio: "Avete la mia parola qui a Confcommercio che l'Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate". Una altro impegno che ha fatto molto piacere e scaldato il cuore dei commercianti e' la promessa di abolire tutti gli strumenti come lo spesometro e il redditometro. Se troveremo i fondi incroceremo le banche dati e invertiremo l'onere della prova: "siete tutti onesti - ha proseguito Di Maio rivolgendosi alla platea - fino a prova contraria".

A Di Maio e Salvini Bertin ha infine rivolto l'invito a venire a Padova quanto prima per "verificare sul campo ciò che di buono stiamo realizzando nel nostro territorio". Sono strumenti che hanno reso schiavo chi crea valore in Italia con burocrazie che impiegano cento giorni di lavoro l'anno e costi".Serve, ha concluso, "l'abolizione di tutti questi strumenti.

È doveroso da parte delle istituzioni, garantire un salario minimo per la dignità dell'individuo, senza dignità non c'è sviluppo e Di Mario ribadisce che "non ci sarà alcun accordo per l'aumento dell'IVA, l'obiettivo principale sarà quello di proteggere il reddito dei cittadini italiani e le imprese che operano sul territorio".

"Chiediamo scelte che superino il contingente, anche perché, come ha sostenuto il presidente Conte in sede di fiducia al Senato, la risposta da parte della politica soltanto 'al bisogno immediato rischia di tramutarsi in mero tornaconto'". Sulla tema fiscale Confcommercio sottolinea che "il recupero dell'evasione dell'elusione e una coraggiosa spending review sono le condizioni per un percorso concreto e paziente di riordino, semplificazione e soprattutto riduzione delle tassazione".

"Le tasse portano via il 62% delle entrate di un'impresa". Quando la ripresa faticosamente emerge, resta insufficiente per ossigenare l'economia. Dobbiamo trasformare - spiega - l'attuale ripresa in una crescita concreta e duratura, da collocare tra il 2 e il 2,5% annuo. "Non è possibile che contro le nostre imprese, per recuperare un'immagine calcistica, ci sia anche il pressing serrato delle tasse locali, dove il tridente d'attacco è Imu-Tasi-Tari", dice.

Salario minimo. "Per tutta la generazione di lavoratori fuori dalla contrattazione nazionale va garantito almeno un salario minimo, almeno fino a che non si arriva alla contrattazione", ha sostenuto ancora Di Maio. "Chi sta raccontando l'idea che questo sia il governo del no alle infrastrutture sbaglia", ha detto.

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