Giovedi, 16 Agosto, 2018

Governo Conte, cosa ha detto Renzi al Senato

Caro Renzi la smetta con le conferenze in giro per il mondo. E’ pagato con i nostri soldi per fare il Senatore Renzi se ne va all'estero. Con due anni di ritardo
Quartilla Lauricella | 06 Giugno, 2018, 10:23

"Il presidente del consiglio dei ministri non avrà la nostra fiducia, ma avrà sempre il nostro rispetto", ha detto Matteo Renzi, "Il rispetto dei ruoli di governo e opposizione". L'ultimo impegno istituzionale imprescindibile sarà il voto di fiducia al governo Conte.

Matteo Renzi ha ascoltato con attenzione in aula al Senato le dichiarazioni programmatiche del premier Giuseppe Conte. I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. Noi siamo un'altra cosa rispetto a voi. A dirlo il senatore del Pd, Matteo Renzi. "Il modello dell'invidia sociale elevata a contratto di governo non e' accettabile", ha incalzato Ronzulli, che si e' rivolta agli alleati e "amici" della Lega, Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, chiamandoli per nome di battesimo. "Noi non vi faremo sconti". Gli 80 giorni di teatrino ci fanno pensare che sia tornata la prima Repubblica con un armamentario lessicale come 'i due forni'.

"Il contatto è scritto con l'inchiostro simpatico e garantito da un assegno a vuoto", ha detto ancora Renzi.

L' "esilio" autoimposto lascerà dunque correre i primi mesi di vita del nuovo esecutivo, nella speranza che l'ebbrezza del "cambiamento" si vada a scontrare da qualche parte (Europa, mercati) e che si apra lo spazio a una nuova proposta elettorale sul modello di "En Marche" di Macron. Sul nuovo governo giallo-verde avverte: "Hanno promesso sogni da 100 miliardi: il reddito di cittadinanza ne vale 20, la Flat tax 60, quota 100 vale 16, le clausole Iva 12". Intanto è cambiato il vocabolario: quello che nella XVII legislatura si chiamava inciucio, oggi si chiama contratto; quello che nella XVII legislatura si chiamava partitocrazia, oggi si chiama democrazia parlamentare; quello che nella XVII legislatura si chiamava condono oggi si chiama pace fiscale; quello che nella XVII legislatura si chiamava un uomo che tradisce il proprio mandato, oggi si chiama un cittadino che aiuta il governo a superare la fase di crisi.

Nel suo discorso, non è mancato il riferimento a Matteo Salvini, leader della Lega: "Voglio parlare da padre a padre: ora rappresenta il Paese, non possiamo permetterci di creare polemiche". Ci dia una mano, guida l'ordine pubblico ed è responsabile della sicurezza di tutti noi. "Siamo e saremo pronti a rilanciare quel percorso di centrodestra che e' l'unica strada per dare un futuro ai nostri figli", ha concluso.

Altre Notizie