Giovedi, 16 Agosto, 2018

La Palestina all'Argentina: "Bruciamo le maglie di Messi se gioca in Israele"

Polemiche e proteste sospesa la gara amichevole tra Argentina e Israele a Gerusalemme Polemiche e proteste: sospesa la gara amichevole tra Argentina e Israele a Gerusalemme
Evandro Fare | 06 Giugno, 2018, 12:33

"L'Ambasciata d'Israele si rammarica di comunicare la sospensione della partita tra Israele e Argentina", si legge in una nota in cui si fa riferimento a "minacce e provocazioni" contro il capitano dell'Argentina Messi.

Da quando l'incontro era stato fissato, il movimento di Boicottaggio e disinvestimento di Israele (Bds) e i deputati arabi al parlamento dello stato ebraico si erano mossi per bloccare la partita con appelli alla Federazione calcio argentina e ai singoli calciatori albiceleste. Già la scorsa settimana il numero 1 della Federcalcio palestinese Jibril Rajoub aveva scritto a Claudio Tapia, presidente della FA argentina, accusando Israele di usare la partita come "strumento politico", dato che servirà anche come celebrazione dei 70 anni dello Stato di Israele, che il mondo arabo non riconosce.

Poi la minaccia: "Messi ha decine di milioni di fan nei Paesi arabi e musulmani, chiederemo a tutti di bruciare le loro magliette con il suo nome e i poster con la sua immagine".

Un gruppo di tifosi si è presentato a bordo campo con bandiere e maglie della nazionale macchiate di sangue.

Niente amichevole in Israele per Messi e compagni, che adesso dovranno trovare in fretta e furia un altro avversario disponibile per preparare il debutto mondiale contro l'Islanda previsto il 16 giugno. Ma quando si è avuta la conferma ufficiale del match il ministro della cultura e dello sport Miri Regev ha dichiarato che "la capitale di Israele è il posto più adatto per una partita così prestigiosa".

Cartellino rosso a Israele - "I valori, l'etica e il messaggio dello sport hanno vinto oggi, mostrando ad Israele il cartellino rosso". La Città Santa è tornata al centro dello scontro fra palestinesi e Israele dopo la decisione di Donald Trump di spostare l'ambascia americana da Tel Aviv.

Lo ha detto, su Twitter, in ministro della difesa Avigdor Lieberman.

"Una vergogna" - "È una vergogna che le star del calcio argentino abbiano ceduto alle pressioni degli odiatori di Israele il cui unico obiettivo è quello di danneggiare il diritto di Israele alla sua difesa e di provocare la sua distruzione". Nel tentativo di ricucire lo strappo (ed evitare lo smacco) ci sono state anche intensi e frenetici contatti tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente argentino Mauricio Macri.

Altre Notizie