Lunedi, 15 Ottobre, 2018

La prima vittoria di Salvini è a Dublino

Immigrazione, anche la Germania dice no a riforma regolamento di Dublino Che cos'è e cosa prevede il regolamento di Dublino
Evandro Fare | 07 Giugno, 2018, 17:11

Si apprende da fonti a Lussemburgo.

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha twittato: "La proposta del Parlamento europeo per la riforma di Dublino è l'unica che mette insieme fermezza e solidarietà". Scettica anche la Germania. "La riforma è morta", ha affermato il sottosegretario di Stato belga responsabile dell'Immigrazione, Theo Francken, all'uscita dalla riunione.

L'obiettivo è quindi quello di intervenire direttamente nei paesi del Nord Africa e in quelli subsahariana, stringendo accordi sullo stile di quello fatto con la Turchia con i governi e dando alla missione Frontex il compito di realizzare dei centri di accoglienza in loco per procedere poi ai rimpatri.

Nonostante il Trattato Ue consenta di prendere le decisioni in questo settore a maggioranza qualificata, in questa fase del negoziato sia la Commissione che la presidenza bulgara vorrebbero un accordo unanime per evitare di creare ulteriori fratture fra gli Stati membri. Ma questo non accadrà fino a quando la porta è ancora aperta. Dal nuovo governo italiano - ha detto Francken - "mi aspetto una stretta sulla migrazione".

Il punto di vista dell'ItaliaIl ministro degli Interni Matteo Salvini gradisce poco la proposta della Bulgaria. Ma anche il Belgio ha un governo di destra, quindi anche noi siamo piuttosto duri. Su questa base gli Stati membri e il Consiglio devono lavorare. Grazie alle regole recentemente adottate, essi dovranno ricevere un salario uguale per lo stesso lavoro nello stesso luogo, al fine di migliorare le condizioni lavorative e garantire che sussista una competizione leale tra le imprese europee. Tra i punti più criticati dell'accordo applicato da gennaio 2014 c'è l'obbligo per il primo Paese di approdo dei migranti di esaminare la richiesta d'asilo. Lo sa bene la Francia che dell'Italia ha bisogno nel suo dialogo, più difficile del previsto, con la Germania e lo sa anche la Germania, preoccupata per la sorte dell'euro, interessata al mercato italiano e prudente nelle sue tardive aperture di domenica scorsa alla Francia, sulla riforma dell'eurozona, e all'Italia sull'immigrazione, indisponibile a un' "Unione dei debiti". Per farlo serve un approccio diverso che passa appunto per la riforma del Trattato di Dublino. Perché se gli aspetti della questione sono molteplici - dal ruolo di Frontex ai rimpatri sino ai fondi Ue - il nodo da cui dipende l'esito del gioco è la modifica del sistema d'asilo europeo. Ma deve essere invece governata. "Così com'è" non piò essere approvata, ha spiegato il segretario di Stato agli Interni tedesco, Stephan Mayer. Il regolamento vigente stabilisce in particolare quale Stato debba farsi carico della richiesta d'asilo fatta da una persona che arriva in territorio europeo. Il ricollocamento diventerebbe obbligatorio solo nel momento in cui un Paese si trovasse ad accogliere un numero di migranti superiore alla quota massima prevista, calcolata in base al Pil e alla popolazione. Una formula che non convince quasi nessuno. Altra partita chiave, quella del bilancio Ue per il 2021-2027.

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