Sabato, 23 Giugno, 2018

Nyt: "Facebook condivide dati utenti con big degli smartphone"

Facebook c’eravamo tanto amati. La grande fuga dei teenagers Facebook nel mirino: "Dati venduti ai produttori di smartphone"
Bortolo Musarra | 06 Giugno, 2018, 01:43

Dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, ora Mark Zuckerberg rischia di finire di nuovo nella bufera. Secondo il quotidiano statunitense, Facebook ha stretto accordi con almeno 60 produttori di telefoni e altri dispositivi perché possano accedere a una grande quantità di informazioni personali degli utenti, senza il loro consenso.

Il Times spiega che Facebook, al fine di dominare il mondo dei social, concluse in passato diversi accordi di partenership con aziende del calibro di Apple, Samsung, Amazon e BlackBerry: in questo modo, Facebook si espanse a macchia d'olio e i produttori poterono integrare, nei propri dispositivi e/o sistemi, funzionalità di Facebook come Messenger, i "like" diretti e via dicendo.

La maggior parte di questi accordi basati sulla condivisione dei dati personali, scrive il New York Times, sarebbe ancora in vigore: Facebook avrebbe lasciato i produttori di dispositivi mobili liberi di offrire e diffondere ai propri utenti alcuni dei servizi più popolari del social, come quello di messaggistica, in cambio dell'accesso alle informazioni personali dei propri utenti e dei loro "amici" sulla piattaforma social, anche nei casi in cui questi ultimi erano convinti di aver negato ogni condivisione dei propri dati. "In media gli utenti di Facebook hanno tra i 200 e i 300 amici, quindi parliamo di un aumento esponenziale". Secondo quanto spiega Ime Archibong, dirigente Facebook che si occupa delle partnership, la questione risale a oltre 10 anni fa, quando non esistevano gli app store e i produttori di hardware dovevano sviluppare direttamente le applicazioni da installare sui propri dispositivi. "Non siamo a conoscenza di eventuali abusi da parte di queste aziende", precisa poi. La manager smentisce senza mezzi termini le accuse del New York Times, ribadendo che in effetti i partner potevano sì accedere ai dati degli utenti e dei loro amici pubblicati sul social, ma non senza aver prima chiesto loro tutte le necessarie autorizzazioni.

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