Mercoledì, 15 Agosto, 2018

Pensioni quota 100, chi ci guadagna e chi ci perde

Cos'è la Pensioni, quello che Conte non dice: il ricalcolo contributivo taglia l’assegno di anzianità
Quartilla Lauricella | 09 Giugno, 2018, 15:56

Leonardi sottolinea poi che "con le quote e i 41 anni per tutti si favoriscono le carriere più lunghe (tendenzialmente al nord) e le retribuzioni più alte".

Oltre agli entusiasmi di chi vorrebbe avvalersi di questo strumento per uscire il prima possibile dal lavoro, infatti, ci sono anche le perplessità di chi è ormai vicino alla maturazione della pensione anticipata ordinaria, attualmente valida, e teme di non riuscire più ad ottenere il trattamento.

Con il meccanismo della Quota 100 si ha diritto ad andare in pensione quando la somma dell'età pensionabile e gli anni contributivi raggiungono il risultato di 100. Si salva in buona parte chi aveva 18 anni di contributi alla fine del 1995: per costoro, il calcolo contributivo riguarda solo le annualità dopo il 2012. I coefficienti saranno tanto più alti quanto maggiore è l'età del lavoratore che va in pensione.

Per il 2018-2019 è prevista una nuova estensione dell'opzione, in più vasto quadro di Riforma Pensioni che vede protagoniste anche le due formule quota 100 e pensione anticipata con 41 anni di contributi.

L'impiegato pubblico nato a gennaio 1955 purché lavori dal 1982: potrebbe andare in pensione nel gennaio 2019, a 64 anni con 37 anni di contributi. Ancora, c'è chi teme l'annullamento delle pensioni agevolate già esistenti, come la pensione di anzianità con le quote riservata agli addetti ai lavori usuranti, chi ha paura dell'annullamento dell'Ape...

Come spiegato da Alberto Brambilla, questo farà sì che solamente coloro che nel corso della loro carriera lavorativa hanno beneficiato di diversi aumenti di stipendio subiranno una penalizzazione dell'importo della pensione richiedendo la Quota 100.

L'obiettivo di Lega e M5S, secondo le indiscrezioni trapelate negli ultimi tempi sia da organi di stampa che dagli stessi esponenti del nuovo Governo Conte, sarebbe quello di estendere la quota 41 a tutti, senza paletti sull'età anagrafica. Con le nuove regole dai 41 anni e mezzo di contributi necessari verrebbero esclusi alcuni anni di contributi figurativi previsti dalle regole sulla cassa integrazione e dovrebbe aspettare di avere 43 anni e tre mesi di contributi e uscire con la pensione anticipata. Le pensioni cambieranno e ci sarà l'introduzione della quota 41, della quota 100 e la riproposizione dell'opzione donna. Il calcolo della quota si ottiene sommando all'età dell'interessato gli anni di contributi versati. In sostanza, i lavoratori con 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica potranno andare in pensione da subito.

(Teleborsa) Sono stati in tanti a notare che nel lungo discorso programmatico pronunciato ieri in Senato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durato più di 70 minuti, ha brillato per assenza uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale, considerato centrale nel programma di governo targato Lega-M5s: nessun riferimento esplicito al superamento della Legge Fornero che però resta un impegno prioritario, stando a quanto dichiarato dai rispettivi leader politici del governo gialloverde. Anche in questo caso si ipotizza un ricalcolo interamente contributivo degli assegni.

In ogni caso, come già osservato, le pensioni che vorrebbe introdurre il nuovo governo non dovrebbero eliminare le pensioni agevolate già esistenti, ma soltanto aggiungersi a questi trattamenti, offrendo una modalità in più per anticipare l'uscita dal lavoro.

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