Venerdì, 20 Luglio, 2018

Salvini: Scorta a Saviano? Valuteremo. La replica: "Ministro malavita"

Migranti Salvini Matteo Salvini
Evandro Fare | 22 Giugno, 2018, 12:35

A dare fuoco alla miccia è stato Matteo Salvini che annuncia l'intenzione di verificare se ci siano ancora le condizioni per mantenere la scorta all'autore di Gomorra.

Non si fermano dunque le polemiche tra lo scrittore/giornalista napoletano e il Carroccio: di recente, infatti, il ministro dell'Interno Matteo Salvini, si è espresso anche sulla possibilità di togliere la scorta allo scrittore Roberto Saviano. In questi anni sono stato sotto una pressione enorme, la pressione del clan dei Casalesi, la pressione dei narcos messicani. Anzi, definisce Salvini addirittura "il ministro della Malavita", facendo riferimento a un'opera di Gaetano Salvemini che racconta dei brogli elettorali di Giolitti nel Sud Italia. A maggior ragione se è il ministro dell'Interno, ruolo delicato che da sempre ha imposto la misura di parole e comportamenti, e anche una certa cultura del silenzio e della riservatezza nell'esercizio del ruolo. E poi a Roma, al Viminale, dopo l'omicidio Biagi, si è insediato un ufficio che si occupa appunto della sicurezza dei soggetti a rischio.

Matteo Salvini, d'altra parte, ad Agorà, su Rai 3, ha dichiarato: "Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all'estero". Uno scrittore di successo, ma anche una calamita di critiche da parte di chi non gli ha mai riconosciuto di essere il depositario dell'anticamorra. "Di quello che fa Saviano, della sua casa a New York, dei soldi non mi interessa".

Il tema è quello della controversa riforma del Trattato di Dublino, al centro del colloquio tra il Premier Giuseppe Conte e il Presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, in visita a Roma. Macron, in una intervista a Le Figarò, attacca i populisti definendoli "lebbra dell'Europa". Nonostante questo è Luigi Di Maio a sentirsi tirato in causa. "Intanto, gli mando un bacione". "Io sto con l'antimafia nei fatti. Esporre così Saviano, persona riconosciuta da tutto il mondo per l'impegno contro le mafie, è vergognoso a dir poco". Salvini continua ad interpretare il ruolo di ministro in modo arrogante e per le sue campagne personali. La mafia reagisce minacciando. Fu un drammatico errore, ma comunque - lo ha chiarito un'inchiesta - non fu il frutto né di un clima, né della responsabilità dell'allora ministro dell'Interno e dell'allora capo della Polizia. "Chi oggi, vedendo questo triste spettacolo, troverebbe il coraggio di sfidare la mafia?", dice il presidente del Pd, Matteo Orfini.

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