Venerdì, 21 Settembre, 2018

Decreto Dignità, Berlusconi: "Di Maio non conosce il lavoro"

Sul Fatto del 9 luglio decreto dignità scontro Di Maio-B. La Lega zitta Berlusconi contro il decreto dignità: “E’ contro le aziende”
Quartilla Lauricella | 12 Luglio, 2018, 10:25

Dice Osvaldo Napoli che sul passaggio in norma del decreto "dignità" si "avrà la prima verifica di quanto ancora coesa e coerente sia la maggioranza di centrodestra uscita vincitrice dalle urne". In un intervento sul Corriere della Sera, il leader di Fi Silvio Berlusconi boccia il decreto approvato nei giorni scorsi.

"Oggi, con molta chiarezza e buonsenso, è il turno - aggiunge - di Confagricoltura: Forza Italia ha immediatamente invitato il governo a fare marcia indietro a cominciare dalla reintroduzione dei voucher in agricoltura e nel turismo".

Berlusconi: "Dl dignità contro le imprese", il leader di Forza Italia si scaglia contro la proposta di Luigi Di Maio, "in Italia più disoccupati e più sfruttati" 08 luglio 2018 - agg.

Immediata la replica, in una notam di Claudio Cominardi, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali del MoVimento 5 Stelle: "Fa piacere leggere che Berlusconi si ricordi dei milioni di poveri nel nostro paese, dei giovani che non studiano, lavorano e degli anziani in difficoltà". Non avendo idee originali ripropone ricette già fallite. Berlusconi parla di "norme che scontentano tutte le categorie produttive" con le quali "si riducono i posti di lavoro, e si scoraggiano i contratti regolari a vantaggio del lavoro nero". "Invece proprio quelle esperienze mi possono servire per aiutare tanti giovani che non trovano lavoro o sono disposti ad accettare anche senza essere pagati pur di avere un lavoro". "Si è iscritto a legge e ha fallito e ha fatto un solo mestiere: lo stewardal San Paolo per vedere gratis le partite del Napoli", disse lo scorso novembre. "Le imprese che vogliono assumere non sono messe in condizione di farlo perché con le nuove regole ci sarebbero conseguenze insostenibili". "L'obiettivo principe è quello di diminuire il costo del lavoro, quindi diminuendo il costo del contratto con grandi tutele, quel contratto è più agevole per l'imprenditore e permette il passaggio dal determinato all'indeterminato il che significa permettere di formare una famiglia". Lo afferma, in una nota, Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce azzurro di Camera e Senato.

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