Domenica, 19 Agosto, 2018

Decreto dignità, è scontro fra governo e presidente Inps Boeri

Quanto guadagna Tito Boeri lo stipendio del Presidente dell'INPS Decreto Dignità, Di Maio: «Nessuna accusa ma cerchiamo la "manina"»«Complotto delle lobby
Quartilla Lauricella | 17 Luglio, 2018, 15:38

Il Decreto Dignità, proposto dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 2 luglio.

Salvini "prevede" una prossima e imminente sostituzione di certi dirigenti ed ecco elevarsi una sequela di dichiarazioni a difesa del presidente Boeri e contro l'applicazione dello spoil system. "Spesso non si distingue tra il presidente dell'Inps e il professore della Bocconi". Non è un numero messo dal governo. - aveva tuonato Di Maio in un video postato su Facebook. "Per non dimenticare l'accordo #CETA che Di Maio vuole affossare ma che in poco più di sei mesi ha fatto aumentare l'export dell'Italia verso il Canada dell'11%". Per i pentastellati i primi sospettati diventano infatti "uomini vicini alla squadra dell'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan".

A dare in qualche modo manforte a Boeri è intanto Carlo Cottarelli: anche secondo lui un impatto negativo sui contratti ci sarà, ma la preoccupazione è soprattutto per il possibile "tentativo di rendere meno tecnica e meno obiettiva la valutazione di chi dovrebbe dare un giudizio obiettivo e tecnico dei provvedimenti del governo". Da Matera, Luigi Di Maio risponde: "Padoan mi sembra che abbia la coda di paglia, non l'ho mai nominato".

Fatto sta che ormai il MoVimento 5 Stelle ha evocato il complotto, e a via XX Settembre tale atteggiamento non pare essere piaciuto agli addetti ai lavori. Lo dichiara il presidente dell'Inps, Tito Boeri, replicando alla nota congiunta dei ministri del Lavoro Luigi Di Maio e dell'Economia Giovanni Tria, sui numeri del decreto dignità. "Certamente, però, bisogna capire da dove provenga quella 'manina' che, si ribadisce, non va ricercata nell'ambito del Mef".

Come tutte le disposizioni di legge che hanno a che fare con l'economia, il Decreto Dignità è accompagnato da una relazione tecnica che, in questo caso, contiene delle stime sugli effetti che le nuove misure potrebbero avere nel mondo del lavoro e sull'occupazione. Il capro espiatorio è ormai chiaro. Mastrapasqua entrò in rotta di collisione con l'esecutivo allorchè lanciò l'allarme per il dramma degli "esodati" creato dalla "fantasmagorica" riforma Fornero.

"È un attacco senza precedenti alla credibilità di due istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti pubblici nel nostro Paese e in grado di offrire supporto informativo alle scelte del Parlamento e all'opinione pubblica", chiarisce Tito Boeri, in risposta al comunicato congiunto Mef-governo.

"Siamo ai limiti del negazionismo economico", "il provvedimento - sottolinea il presidente dell'Inps - comporta un innalzamento del costo del lavoro per i contratti a tempo determinato e un aumento dei costi in caso di interruzione del rapporto di lavoro per i contratti a tempo indeterminato".

"Non possiamo rimuovere Boeri ora, quando scadrà terremo conto che è un presidente dell'Inps che non è minimamente in linea con le idee del governo, non perché il presidente dell'Inps la debba pensare come noi, ma perché noi vogliamo fare quota 100, quota 41, la revisione della legge Fornero, l'Inps ci deve fornire i dati, non un'opinione contrastante".

Tito Boeri precisa però: "Consapevoli dell'incertezza che circonda le stime svolgeremo, come sempre, il monitoraggio attento, che peraltro la legge ci richiede". "Ma sin d'ora, di fronte a questi nuovi attacchi - e a quelli ulteriori del ministro Salvini - non posso che ribadire che i dati non si fanno intimidire", continua Boeri. Previsione che ha scatenato le opposizioni e che Luigi Di Maio, infuriato, ha subito disconosciuto, spiegando che non era stato il suo ministero a inserire quei numeri nella relazione.

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