Venerdì, 20 Luglio, 2018

Gb: moderato Hunt nuovo ministro Esteri - Ultima Ora

Evandro Fare | 10 Luglio, 2018, 00:21

Colpo da ko, o quasi, per il governo conservatore britannico di Theresa May: il ministro per la Brexit, David Davis, elemento chiave della compagine, ha fatto annunciare stanotte le sue dimissioni dall'incarico in polemica con la svolta verso un negoziato più soft con l'Ue strappata in questi giorni dalla premier.

"Nel pomeriggio, il primo ministro ha accettato le dimissioni di Boris Johnson come Ministro degli Esteri, ringraziando Boris per il suo lavoro, e verrà annunciato a breve chi diventerà il nuovo ministro", dice la dichiarazione. nel documento ricevuto da Sputnik. Stiamo cedendo troppo e troppo facilmente.

Le dimissioni del ministro, in attesa dell'ufficializzazione di Downing Street e della nomina di un sostituto, sono state confermate dalla Bbc e da tutti i media del Regno Unito.

Johnson - famoso per essere stato a lungo tempo sindaco di Londra - era ministro dal luglio 2016, poche settimane dopo il referendum su Brexit, di cui era stato uno dei più importanti promotori. L'addio di Johnson, invece, ha portato Jean-Claude Juncker a commentare ironicamente che l'allontanamento del ministro dimostra "chiaramente che c'era grande unità di vedute nel governo britannico".

Sono due duri colpi per il governo di Theresa May: la premier sta cercando in tutti i modi di far sì che il partito conservatore trovi l'accordo su una Brexit che, anche dopo il divorzio, mantenga forti legami economici con l'Ue. Unanimità ora rotta da Davis. Con molti osservatori che danno già per scontata una sfida imminente alla leadership Tory della May. Dal fronte dei "brexititeers", plausi al gesto "coraggioso e da uomo di principi" di Davis sono arrivati a tamburo battente da deputati come Peter Bone, Andrea Jenkyns e Harry Smith. "Il Partito Conservatore è ormai nel caos", commenta fra gli altri il presidente del consiglio nazionale del Labour, Ian Lavery. Né manca chi, dalla trincea dei "remainer" più irriducibili, rilancia alla fine di tutto il processo anche lo scenario di un referendum bis sulla Brexit.

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