Domenica, 19 Agosto, 2018

Giorni festivi, il Governo mette un freno al lavoro

No al lavoro festivo anche per gli e-commerce: la proposta del Movimento 5 Stelle Negozi chiusi nei festivi, "a rischio 400mila posti"
Quartilla Lauricella | 15 Luglio, 2018, 20:41

Il progetto di riforma presentato alla Camera dal grillino Davide Crippa (nel frattempo nominato sottosegretario allo Sviluppo economico) prevede un massimo di aperture dei negozi nelle festività di 12 giorni all'anno, affida la regolamentazione a Regioni e Comuni e comunque obbliga ad una rotazione per un massimo del 25% di aperture nel Comune di esercizi commerciali dello stesso tipo merceologico. Una proposta che ha fatto subito parlare. "Su 52 domeniche - spiega Resca - i negozi potranno restare aperti solo 12 festività, è una stiuazione allarmante". A lanciare l'allarme su questa intenzione è Confimpresa che parla di perdita di posti di lavoro e del 10% di fatturato.

Per Confinprese, se la proposta si trasformasse in legge, "significherebbe quindi perdere il 15% della forza lavoro in un Paese che ha un tasso di disoccupazione dell'11%, con un Pil in forte rallentamento nel secondo trimestre e un futuro delle famiglie molto incerto".

"Le norme di liberalizzazione degli orari e delle aperture degli esercizi commerciali introdotte dapprima dall'ultimo Governo Berlusconi, in via sperimentale, con la manovra correttiva dell'agosto 2011 e successivamente confermate, in via definitiva, dal Governo Monti nell'ambito della "manovra Salva Italia " varata con il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, si sono rivelate fallimentari".

E ieri il sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi ha ricevuto al ministero i sindacati di base per un tavolo di confronto e ha promesso l'impegno del governo per risolvere al più presto la questione: "Migliaia di lavoratori e commercianti attendono risposte a un problema di grandi proporzioni". Quali sono i criteri per stabilire le città a vocazione turistica?

Problematica per Confimprese anche la decisione su quali saranno le città turistiche che potranno tenere aperti i negozi nei giorni festivi: "L'Italia - spiegano - è un museo a cielo aperto, detiene il record mondiale di siti Unesco, è meta di turismo culturale, enogastronomico e di business. Il turismo gode di ottima salute, ma i turisti arriveranno nelle nostre città e troveranno i negozi serrati". "La gente consuma se ne ha l'opportunità, ma se i negozi sono chiusi rinuncia e non compra".

"Siamo, dunque, disponibili al confronto per la reintroduzione di una regolamentazione minima a nostro avviso indispensabile per il mantenimento del pluralismo distributivo e come migliore garanzia per lo sviluppo delle imprese di ogni dimensione".

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