Martedì, 25 Settembre, 2018

Migranti, circolare di Salvini ai prefetti: stretta su diritto d'asilo

La mossa di Salvini: stop ai permessi umanitari “facili”, protezione solo per “seri motivi” Salvini, migranti: circolare sulla concessione del diritto d'asilo
Evandro Fare | 05 Luglio, 2018, 23:48

Lo stabilisce in una circolare inviata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini alle prefetture italiane e ai responsabili delle commissioni per il riconoscimento delle tutele internazionali.

Questa prassi ha comportato, secondo Salvini, "la concessione di un titolo di soggiorno ad un gran numero di persone che, anche in base alla normativa europea sul diritto d'asilo, non avevano al momento dell'ingresso del nostro Paese i requisiti per la protezione internazionale e che, ora, permangono sul territorio con difficoltà d'inserimento e con consequenziali problematiche sociali che, nel quotidiano, involgono anche motivi di sicurezza". Nella lettura del ministro, infatti, in questi anni "il permesso di soggiorno per motivi umanitari è stato concesso in una varia gamma di situazioni collegate allo stato di salute, alla maternità, alla minore età, al tragico vissuto personale, alla permanenza in Libia", tanto da essere considerato "uno strumento premiale dell'integrazione".

"Il senso dell'iniziativa - ha spiegato Salvini - è limitare un abuso che va a discapito dei rifugiati veri".

"Donne incinte, bambini e rifugiati restano in Italia".

Su 43mila domande esaminate, i rifugiati sono il 7 per cento mentre la protezione sussidiaria raggiunge il 5. Poi abbiamo la protezione umanitaria che, sulla carta, è riservata a limitati e residuali casi di persone che, pur non essendo in fuga dalle guerre, hanno necessità di una tutela. Ma rappresentano il 28% dei casi che poi arriva al 40% con i ricorsi, decine di migliaia di persone.

Salvini scrive di "confidare nella massima attenzione delle Commissioni e Sezioni Territoriali per l'esercizio, improntato al più assoluto rigore e scrupolosità, di una funzione che si presenta essenziale nel più ampio contesto di gestione del fenomeno migratorio, a salvaguardia degli interessi primari della collettività, oltre che dei diritti dei richiedenti". "Il mio obiettivo è che ne sbarchino ancora di meno, il business dell'immigrazione clandestina è finito".

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