Mercoledì, 17 Ottobre, 2018

Rider chiede di essere assunto. No del giudice: "Non è un lavoro subordinato"

Quartilla Lauricella | 05 Luglio, 2018, 15:55

Ancora una sentenza contro i rider. Nella prima causa milanese di questo genere, la corte ha deciso che l'uomo non aveva diritto a un riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato perché non era un dipendente subordinato e l'azienda non aveva nessun obbligo in tal senso.

"Il giudice, però, non ha chiesto al nostro assistito di pagare le spese, riconoscendo quindi che c'era materia per un giudizio, è questo è molto importante", ha aggiunto il legale. Lo ha stabilito oggi il giudice del lavoro di Milano Giulia Dossi che ha rigettato il ricorso dell'ex rider Mohamed Elazab, assistito dagli avvocati Tommaso Dilonardo e Michela Mantarro, che chiedeva di essere riconosciuto come "lavoratore subordinato a tempo indeterminato" da Foodinho, di proprietà della spagnola Glovo, specializzata nelle consegne a domicilio. Dopo quella del Tribunale del Lavoro di Torino, ne arriva un'altra con protagonista un fattorino delle consegne. Lui, infatti, effettuava le consegne in macchina.

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