Giovedi, 19 Luglio, 2018

Savona torna sul Piano B: "Dobbiamo prepararci al cigno nero".

Savona Savona"Uscire dall'euro si può dobbiamo essere pronti a tutto Oggi alle 17:09
Quartilla Lauricella | 11 Luglio, 2018, 00:21

In una sessione congiunta delle commissioni parlamentari sulle politiche Ue, Savona ha spiegato la sua posizione all'interrogativo sull'uscita dell'Italia dall'Eurozona: "Potremmo trovarci in una situazione nella quale non saremo noi a decidere, ma saranno altri". Inoltre è necessario affidargli anche pieni compiti sul cambio. Il ministro degli Affari Europei Paolo Savona cita Dahrendorf quando scrisse, dopo la caduta del muro di Berlino, il libro '1989, Suggerimenti a un amico polacco', per mettere in guardia "contro tutti i sistemi che finiscono in 'ismo': Comunismo, socialismo, capitalismo e anche l'europeismo che è diventato un'ideologia". "La mia posizione del piano B, che ha alterato la conoscenza e l'interpretazione delle mie idee, è essere pronti a ogni evento".

Il ministro poi ha annunciato un incontro a breve con il numero uno della Bce, Mario Draghi. Prima volevo che la mia azione godesse della legittimazione democratica. In particolare il ministro ha detto che l'istituto di Francoforte deve avere "pieni compiti e poteri sul cambio", per evitare che la crescita economica venga determinata da fatti e decisioni esterni all'Eurozona. "Mi sento cittadino europeo - ha aggiunto Savona - e dobbiamo fare di tutto per cercare di mettere all'ordine del giorno il discorso della cittadinanza europea" che fa parte del contratto di governo. Per Savona l'ideale per l'Europa "è muovere verso l'unione politica" ed è urgente la creazione di una scuola di istruzione comune europea.

Per Bce statuto come banche centrali Per Savone "occorre attribuire alla Bce uno statuto simile a quello delle principali banche centrali del mondo, dove gli obiettivi di stabilità e di crescita si integrino e gli strumenti siano i più ampi possibile e possano essere esercitati in piena autonomia".

"Le dichiarazioni rese ai massimi livelli che l'Italia non intende uscire dall'euro e rispettare gli impegni fiscali hanno rasserenato il mercato, ma non scende perché il nostro debito pubblico resta esposto ad attacchi speculativi". Lo ha fatto ricorrendo ad una metafora quella del "Cigno nero", termine con cui in finanza si definiscono eventi macroscopici che hanno avuto effetti rilevanti sulle economie. "La preoccupazione del mercato è che la spesa relativa causi un aumento del disavanzo di bilancio, ma giusto o sbagliato che sia la politica del governo ne deve tenere conto".

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