Martedì, 25 Settembre, 2018

Thailandia, in salvo i primi quattro ragazzini intrappolati nella grotta

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Evandro Fare | 09 Luglio, 2018, 09:51

Al salvataggio hanno partecipato 90 persone, 40 thailandesi e 50 stranieri.

Il morale è basso e tutti, anche i soccorritori, sono stremati.

Immesso ossigeno per i ragazzi La possibile carenza di ossigeno era già un timore ieri, ed è causata dall'alto numero di soccorritori che si alternano nei cunicoli semi-sommersi per arrivare ai ragazzi. Lo ha reso noto il governatore Narongsak Osatanakorn, responsabile delle operazioni di soccorso. "Sono pronti e determinati", ha detto. Dopo giorni di tentennamenti, di soluzioni e di progetti alternativi (come quello studiato dagli ingegneri di Elon Musk, il visionario di Tesla), le autorità thailandesi decidono di agire e tirare fuori uno per uno i ragazzi intrappolati nella grotta franata a Mae Sai, piena di acqua e povera di ossigeno, buia e ostile. E delusione per un annuncio di svolta che sembrava poter trovare conferma nella presenza per un incontro con la stampa dello stesso ministro dell'Interno. "Non c'è altro giorno in cui siamo più pronti di oggi", ha aggiunto. Quelli rimasti sono "i più forti", fanno sapere dal luogo delle operazioni. Una quota rischiosa, ancor di più per ragazzi debilitati dalla lunga prigionia sottoterra. Negli ultimi giorni parti della grotta sono state completamente sommerse dall'acqua e la durata del viaggio, lungo quattro chilometri, dall'uscita della caverna fino al posto dove si trovano i ragazzi e il loro allenatore, oscilla tra le quattro e le sei ore. "Le piogge sono una delle principali preoccupazioni, l'acqua potrebbe tornare a inondare i tunnel", ha spiegato il portavoce, ricordando che oggi è previsto un intensificarsi delle precipitazioni.

- Dovranno nuotare sott'acqua in un'acqua fangosa e mossa. "Prima dobbiamo riempire nuovamente le bombole di ossigeno, sono vuote", ha continuato il governatore, "l'obiettivo di domani è di lavorare per 10-20 ore al massimo non di più".

Thailandia, il videomessaggio dei ragazzi intrappolati nella grotta: "Stiamo bene" Avvolti in coperte isotermiche argentate dicono di stare bene e salutano le famiglie che li aspettano. Se un uomo amante dello sport può morire nella grotta, è chiaro che le preoccupazioni per l'incolumità dei giovani calciatori in caso di un intervento affrettato sono giustificate. Orfano di entrambi i genitori, per la squadra "coach Ek" è come un secondo padre, e loro sono figli per lui. In particolare, uno di essi scende per 400 metri. Rimarrà probabilmente solo un gesto di buona volontà, perché i tempi non lo consentono. Prajak e Nattawut sono stati portati in elicottero all'ospedale di Chiang Rai, a circa 60 chilometri.

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