Venerdì, 20 Luglio, 2018

Thailandia, partita l'operazione di salvataggio: oggi fuori il primo bambino

Ragazzi intrappolati nella grotta: muore uno dei soccorritori Thailandia. Muore un soccorritore nella grotta dove sono in corso le operazioni di recupero di 12 ragazzi
Evandro Fare | 08 Luglio, 2018, 22:20

Un intero piano dell'ospedale Prachanukroh di Chiang Rai è stato riservato per il gruppo. I soccorritori sono riusciti però a posare un tubo lungo cinque chilometri che immette ossigeno nella grotta, quindi almeno quel pericolo per il gruppo dei 13 intrappolati pare tramontato a breve termine. Il primo ragazzino sarebbe uscito alle 17:40 locali, il secondo alle 17:50 ora locale.

"Confermo che siamo pronti per l'operazione oggi", ha detto Osotthanakorn, che è a capo dell'operazione di salvataggio. Lo ha riferito l'inviato di Skynews sul posto. Anche per questo, all'esterno della grotta altre squadre di soccorritori continuano a perlustrare la giungla sulle pendici della montagna, nella speranza di individuare un'entrata alternativa dalla quale possano essere fatti uscire i ragazzi.

"Se sono adeguate le condizioni e se quella quella persona è pronta al 100 per cento, allora può uscire". I soccorritori hanno ora bisogno di 10-20 ore prima di poter riprendere le operazioni, ha aggiunto in una conferenza stampa.

Le operazioni per salvare i giovani calciatori sono partite in nottata. Sarà recuperato un ragazzo alla volta e ognuno uscirà con due sommozzatori. Secondo le prime stime ci vorranno 11 ore a testa. Il salvataggio dei due ragazzi è stato effettuato due ore prima di quanto previsto. Comincia l'operazione recupero. Sono le nove del mattino, le quattro di notte n Italia, e l'accampamento nella giungla di Tham Luang leva le tende: alla larga, ragazzi, vanno a prendere i ragazzini. L'area è stata interdetta ai media. Inoltre, alcuni dei ragazzi non sanno nuotare. "Stasera, potremo tutti dormire bene". Aggravato anche dalla morte di uno dei soccorritori, un sub dei Navy Seal thailandese che ha perso la vita, probabilmente per mancanza di ossigeno, mentre in immersione portava bombole allo sfortunato gruppo di calciatori. "Se dovesse iniziare a piovere cercheremo di portarli subito fuori". Le autorità presto potrebbero dare il via libera alle operazioni di soccorso, perché il livello dell'acqua nei cunicoli potrebbe salire. "I ragazzi sono pronti ad affrontare qualsiasi sfida" ha detto il capo dei soccorsi Narongsak Osottanakorn ai giornalisti. Il Corriere della Sera, nella sua versione online, specifica come tra i rischi più grandi ci sia quello delle infezioni per i ragazzi chiusi ormai dal 23 giugno sotto terra nella zona di Tham Luang. "Altrimenti perderemo l'opportunità". Da alcuni giorni si stava studiando il modo e i tempi di intervento.

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