Giovedi, 19 Luglio, 2018

Tumori, scoperto il meccanismo che permette la formazione di metastasi al cervello

Riprogrammare le cellule del cancro Torino, scoperto meccanismo molecolare che provoca le metastasi nel cervello
Moreno Priola | 07 Luglio, 2018, 14:05

Lo hanno scoperto la Neuro-oncologia dell'ospedale Molinette di Torino e i ricercatori del Cnr di Madrid.

Metastasi nel cervello. La crescita delle metastasi nel cervello che arrivano da tumori del polmone e della mammella è agevolata da un fattore molecolare che non riguarda le cellule tumorali stesse, ma semmai quelle del cervello sano, che, in teoria, dovrebbero essere una barriera difensiva. Ma una ricerca condotta da un team internazionale di scienziati, italiani compresi, è riuscita a comprendere quale sia il meccanismo che permette la formazione di tali metastasi. Al momento la terapia farmacologica, al di là di radioterapia e chirurgia, viene considerata insoddisfacente. Lo hanno scoperto i ricercatori della Neuro-oncologia dell'ospedale Molinette di Torino in collaborazione con quelli del Cnr (Cnio) di Madrid.

Sono una delle più terribili conseguenze del tumore al seno e al polmone: le metastasi al cervello. Il meccanismo molecolare scoperto, critico per la crescita nel cervello di metastasi provenienti da tumori del polmone e della mammella, potrà rappresentare in futuro un bersaglio terapeutico.

Secondo gli studi, i pazienti con espressione del gene detto STAT3 sugli astrociti reattivi (un tipo di cellule nervose) sopravvivevano meno.

Si tratta cioè dei cosiddetti astrociti reattivi, che viceversa erano sempre state considerate una barriera difensiva. Passare dalla teoria alla pratica a questo punto diventa estremamanete importante, ecco perché la prossima tappa sarà quella di verificare attraverso degli studi clinici la possibilità di bloccare con farmaci specifici la STAT3. Un enorme passo in avanti, che è stato immediatamente reso pubblico dalla prestigiosa rivista internazionale a tema scientifico Nature Medicine. Per arrivare a questo incredibile risultato, il gruppo neuro-oncologico torinese composto da Riccardo Soffietti, Roberta Rudà, Federica Franchino e Alessia Pellerino, in collaborazione con l'anatomopatologo Luca Bertero, ha analizzato un centinaio di campioni di metastasi cerebrali, scoprendo come i pazienti che presentavano STAT3 sulle cellule sane del cervello, avevano una sopravvivenza più breve rispetto agli altri.

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