Mercoledì, 19 Settembre, 2018

Bimbo non vaccinato in quarantena in un asilo di Settimo Torinese

Il bimbo (sottoposto a trapianto) che non può andare a scuola perché in classe ci sono 5 no vax No vax in classe, bimbo con leucemia rischia di non poter andare a scuola
Moreno Priola | 13 Settembre, 2018, 03:20

Un bambino di 8 anni di una cittadina veneta, recentemente sottoposto a trapianto di midollo per curare una forma di leucemia mieloide acuta, rischia di non poter andare a scuola perché nella sua classe ci sono cinque bambini non vaccinati. Per la dottoressa, che ha appreso della vicenda da una collega, "il fatto è paradigmatico". Il medico ha provato indignazione per le numerose opinioni, non scientifiche, che stanno circolando sull'argomento, specialmente da alcuni esponenti politici [VIDEO].

Un problema di difficile soluzione anche per l'Usl.

"NON POSSIAMO ESCLUDERLI" "Questo è un caso che ancora non ci siamo trovati ad affrontare concretamente - chiarisce al Gazzettino il direttore generale Uls Francesco Benazzi - Effettivamente è una situazione che può porsi per un bambino che abbia superato una leucemia o per altri bambini immunodepressi: è opportuno che non frequentino bambini non vaccinati".

Intanto il mondo politico è intervenuto, proprio partendo dal Milleproroghe. Ettore Rosato (Pd), vice presidente della Camera, critica la probabile eliminazione dell'obbligo vaccinale previsto dalla cosiddetta legge Lorenzin. "Vaccinarsi non è solo un gesto che ci mette al riparo da malattie prevenibili, ma anche un gesto di solidarietà con cui ci prendiamo cura dei più deboli", ha detto Andrea Iacomini di Unicef Italia. La vicenda ricorda quella di una bambina della provincia di Treviso, trapiantata e con deficit immunitario, che non ha potuto frequentare la scuola dell'infanzia perché in classe c'erano due bimbi non vaccinati che avevano contratto la varicella.

Sono quindi partite discussioni e battibecchi, fino a quando - secondo quanto riporta La Repubblica - la dirigente scolastica, Patrizia Chiesa Abbiati, ha deciso di chiamare i carabinieri, che hanno poi inviato una segnalazione alla Procura di Ivrea, per chiarire la situazione e registrare la posizione dei genitori del piccolo, nel frattempo riammesso in classe, che a loro volta hanno poi presentato un esposto.

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