Mercoledì, 19 Settembre, 2018

Draghi, le parole del governo italiano hanno fatto danni

Bce, Draghi: le parole del governo italiano hanno creato danni Draghi: «In Italia le parole del governo hanno creato danni: aspettiamo ancora i fatti»
Quartilla Lauricella | 13 Settembre, 2018, 23:25

In primi con i tassi invariati "almeno fino all'estate 2019". "Aumentano però i rischi" legati al crescente protezionismo, alle vulnerabilità nei mercati emergenti e alla volatilità dei mercati finanziari. Mentre da Parigi Pierre Moscovici chiede all'Italia "un bilancio credibile", da Francoforte il presidente della Bce Mario Draghi tira un'altra bordata al governo gialloverde sottolineando i "danni" provocati dalle dichiarazioni bellicose nei confronti della Ue che hanno fatto aumentare i rendimenti dei Btp provocando un allargamento dello spread. E ricorda a chi nelle scorse settimane ha chiesto all'Eurotower di fornire "garanzie" per limitare il differenziale che "il mandato della Bce è la stabilità dei prezzi nel medio termine e il quantitative easing è uno degli strumenti per raggiungere questo obiettivo". La stoccata a Salvini e all'idea che ci siano i vincoli europei dietro il ritardo infrastrutturale che ha causato il crollo del ponte a Genova arriva quando Moscovici ricorda che rilanciare gli investimenti col deficit "è una bugia".

"Nel complesso credo invece che l'aggregato dei paesi dell'Eurozona abbia usato bene il Qe perchè la crescita è aumentata ovunque, è calato il tasso di dispersione e il mercato occupazionale è migliorato ovunque e continua a migliorare", ha sottolineato il presidente della Bce.

"Negli ultimi mesi le parole sono cambiate molte volte e quello che ora aspettiamo sono i fatti, principalmente la legge di bilancio e la successiva discussione parlamentare". E, ha aggiunto, "dobbiamo stare attenti a considerare che sia il premier italiano, sia i ministri delle Finanze e degli Esteri hanno detto tutti che l'Italia rispetterà le regole" europee sui conti pubblici. La Bce ha anche aggiornato le stime di crescita dell'eurozona, tagliate rispetto alla previsione precedente: il prodotto interno lordo crescerà al ritmo del 2% nel 2018, dell'1,8% nel 2019 e dell'1,7% nel 2020. Draghi ha tuttavia voluto rassicurare, spiegando che "nonostante qualche moderazione dopo la forte performance di crescita del 2017" gli indicatori economici confermano che "è ancora in corso una solida e diffusa ripresa dell'eurozona". "Questo - ribadisce - è il motivo per cui diciamo che i paesi con un elevato debito pubblico dovrebbero essere i primi a ricostruire lo spazio fiscale, approfittando dei bassi tassi di interesse".

Altre Notizie