Mercoledì, 17 Ottobre, 2018

Elezioni Svezia: fiori e applausi per la festa amara dei socialdemocratici

Elezioni Svezia, l’ultradestra xenofoba vola al 17.7%. Socialdemocratici aprono a centrodestra:… Svezia, i cittadini dopo il voto: "devono trovare un accordo"
Evandro Fare | 12 Settembre, 2018, 02:29

Il primo ministro ha respinto le richieste di dimissioni avanzate dall'opposizione: "Una cosa è certa, nessuno ha una maggioranza", ha detto Lovfen, aprendo al centrodestra.

Questo weekend si sono tenute le elezioni in Svezia, con un discreto risultato ottenuto dalla forza prorompente del movimento identitario Democratici Svedesi e un leggero calo dei primi due, storici, partiti che si contendono la premiership, quello dei Moderati e i Socialdemocratici.

Gli europeisti tirano un sospiro di sollievo: Democratici svedesi, partito di estrema destra guidato da Jimmie Akesson, ha sì fatto un notevole balzo avanti raggiungendo il 17,7% (5 punti percentuali in più rispetto al 2014) ma non stravincendo come alcuni sondaggi avevano previsto. "Sta ora ai partiti politici cooperare responsabilmente e creare un governo forte", perché "un partito con radici naziste non potrà mai offrire nulla di responsabile", ha detto il leader dei socialdemocratici, che vuole guidare il paese fino alla formazione di un nuovo governo.

"I democratici svedesi nazionalisti, portati da molti a diventare la seconda forza politica del paese, si sono piazzati al terzo posto dopo il voto di ieri, il che significa che i principali partiti possono, almeno in teoria, formare un governo senza la necessità di includere i populisti anti-UE". La coalizione di centrosinistra e l'alleanza di centrodestra hanno preso all'incirca un 40% (144 seggi al centrosx, 142 per il centrodx, e 63 per la destra). Avanzano anche i centristi, i cristiano-democratici e, anche se di pochissimo, i liberali. La Svezia, che ha il 18,5% di abitanti nati all'estero, ha registrato 400mila richieste di asilo dal 2012, un flusso che ha fortemente saturato i suoi centri di accoglienza per i rifugiati, servizi sociali e alloggi. Le limitazioni degli anni successivi non hanno evidentemente saputo arginare un sentimento diffuso di crescente esasperazione. Sfruttato politicamente dai Democratici Svedesi, che hanno denunciato in maniera martellante - con toni spesso violenti - i problemi dell'integrazione, tra segregazione residenziale e gang criminali.

Il futuro governo di Stoccolma è al momento un enigma se si escludono accordi con la destra populista. Un Paese reso inquieto proprio da quest'ultimo tema, nonostante una crescita economica stabile e un tasso di disoccupazione sotto al 6%.

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