Mercoledì, 19 Settembre, 2018

Epidemia di polmonite, confermata ipotesi legionella. Casi in aumento

Polmonite a Brescia, Gallera: «Non si può escludere legionella. Indagini... Scatta l'inchiesta 150 persone colpite da polmonite
Moreno Priola | 14 Settembre, 2018, 08:28

Presentatosi con i sintomi classici della patologia al pronto soccorso di Gavardo (Brescia), è stato trasferito a Monza.

Molti si stanno curando in casa, ma per almeno 120 casi di polmonite i malati si sono dovuti rivolgere agli ospedali. Il San Gerardo ha così inviato immediatamente un'équipe di medici e un'ambulanza a prenderlo. Arrivato in Brianza, il 29 enne è sotto trattamento in terapia intensiva con i medicinali del caso e sottoposto a costante pulizia del sangue.

E' confermata la legionella quale causa dell'epidemia di polmoniti che si sta registrando in questi giorni tra il Bresciano, il Cremonese e il Mantovano. Si tratta di un uomo di 29 anni, trattato con l'Ecmo, in condizioni gravi ma stabili.

E ancora, tra le possibili causesi analizza anche la vicinanza del fiume Chiese, mentre la Regione ha coinvolto anche Arpa Lombardia per incrociare i dati delle precipitazioni temporalesche e dei venti delle ultime settimane con i casi di contagio che si sono verificati. "Sono in aumento i casi legionella e questo ci fa pensare che il batterio in questione sia proprio questo". "Hanno tendenzialmente più di 60 anni" e "quadri clinici compromessi". COORDINAMENTO INDAGINI -Le ATS e le ASST interessate si sono da subito coordinate per efficientare gli interventi per individuare la causa, in stretto raccordo con l'UO Prevenzione della DG Welfare che ha anche garantito il continuo raccordo con Ministero della Salute e l'Istituto superiore di Sanità. "Lo dico perché oggi aprono le scuole e servono messaggi chiari sul quadro complessivo di come si è sviluppata la malattia", ha concluso. L'epidemia ha rotto i confini provinciali passando dalla pianura bresciana orientale all'alto mantovano spingendosi fino a Casalmaggiore (Cremona). Un altro cremonese è in un nosocomio bresciano.

Qualcuno temeva l'allarme Legionella nel Monzese, ma non è così. Proprio per questo motivo si stanno facendo analisi più approfondite sulle persone colpite. Nel Bresciano un caso sospetto è diventato caso accertato. L'Agenzia ha poi promesso la circolazione di eventuali e tempestivi aggiornamenti qualora ce ne fossero. Il sindaco, Raffaele Favalli, le conosce quasi una ad una. Alcuni lavorano a Montichiari e negli altri centri bresciani che distano pochi chilometri. Un ulteriore importante contributo per la mappatura del territorio e' prestata dal Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Orio al Serio che stanno eseguendo sorvoli nella zona maggiormente interessata al fenomeno utilizzando telecamere ad alta definizione per l'individuazione di ulteriori possibili nuovi punti di indagine. "L'eventuale assenza di controlli tempestivi sui campioni d'acqua della rete idrica e l'eventuale mancanza di diligenza delle imprese che gestiscono l'afflusso dell'acqua potabile presso le case possono avere gravissimi effetti collaterali quali il contagio collettivo a cui stiamo assistendo".

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