Sabato, 20 Ottobre, 2018

Facebook lancia il primo visore di Realtà Virtuale, che funziona senza PC

Oculus Quest 10 Facebook punta ancora sulla realtà virtuale, annunciato Oculus Quest
Bortolo Musarra | 28 Settembre, 2018, 16:51

Si tratta di un nuovo visore VR che va ad affiancare Oculus Go e Oculus Rift nell'attuale lineup di prodotti del marchio di proprietà di Facebook, con l'ambizioso obiettivo di combinare i punti di forza dei due approcci diversi, fornendo un'esperienza di gioco unica ed immersiva all'ennesima potenza. Il visore sarà venduto a $399 a partire dalla primavera del 2019 e la confezione includerà l'headset e i controller. Tuttavia, le aziende non trascurano chi vuole spendere meno ma senza rinunciare al lusso della realtà virtuale. "Unendo queste tre caratteristiche in un solo prodotto, pensiamo di aver posto le basi anche per la prossima generazione". Il gadget permetterà a chi lo indossa di spostarsi liberamente in un ambiente riproducendo all'interno della realtà virtuale i movimenti effettuati nel mondo reale, il tutto senza bisogno di dispositivi di supporto. I controller sono invece molto simili ai precedenti Oculus Touch e dimostrano - come ha spiegato il capo di Oculus Hugo Barra - come questo dispositivo sia "pensato per i giochi"; a differenza del modello Go, più focalizzato sui video in realtà virtuale. "Abbiamo oltre 50 titoli pronti per il lancio - specifica Oculus - e altrettanti sono in cantiere, tra cui alcuni dei vostri giochi preferiti per Rift come Robo Recall, The Climb e Moss". Il più atteso, però, sarà probabilmente Vader Immortal: A Star Wars VR Series; una trilogia dedicata a Guerre Stellari che racconterà una storia inedita della saga.

Quest godrà anche della nuova tecnologia Oculus Insight, che alimenta il tracciamento inside-out, e vanterà le ottiche migliori della categoria, con una risoluzione del display di 1.600 x 1.440 pixel per occhio.

I più esigenti saranno sempre indirizzati verso Rift, che resterà il visore top di gamma, ma il sistema cablato obbligatorio è sempre stato visto come una "costrizione" fastidiosa per i più.

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