Martedì, 20 Novembre, 2018

Istat, giù la produzione industriale

Le industrie abbassano la testa: primo calo della produzione dal 2016 Brusca frenata della produzione industriale, in calo dell’1,3% a luglio Ma a giugno record di occupati
Quartilla Lauricella | 14 Settembre, 2018, 15:32

Secondo l'istituto di statistica il numero degli occupati ha superato i livelli pre crisi, anche se un peso decisivo ce l'hanoi rapporti di lavoro a tempo determinato. A preoccupare è il fatto che - sottolinea la Coldiretti - a diminuire a luglio è anche la produzione alimentare in calo sia su base congiunturale (-0.9%) che tendenziale (-0,5%). A giugno era calata rispettivamente dello 0,8% e dello 0,5%. Le maggiori flessioni si registrano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-6,4%), nell'industria del legno, della carta e stampa (-5,8%), nella metallurgia e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (-2,8%) e nella produzione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,8%). Continua, inoltre, la flessione del ricorso alla cassa integrazione.

Il tasso di occupazione è aumentato di 0,5 punti, portandosi al 58,7%.
Una nota più positiva è venuta invece dal calo della disoccupazione nel 2° trimestre, che ha visto simultaneamente una forte crescita degli occupati e una diminuzione sia dei disoccupati che degli inattivi. Nel confronto tendenziale, per il quinto trimestre prosegue - con minore intensità - la diminuzione dei disoccupati (-34 mila in un anno, -1,2%) che riguarda soltanto il Mezzogiorno.

Il calo dello 0,8% nella produzione industriale nell'area dell'euro a luglio 2018, rispetto a giugno 2018, è dovuto al crollo della produzione di "beni di consumo durevoli" (-1,9%), dei "beni di consumo non durevoli (-1,3%) e dei "beni intermedi" (-0,8%), mentre la produzione di "beni capitali" è aumentata dello 0,8% e dell'energia dello 0,7%". I dati grezzi segnano invece un +1,8%.

La produzione industriale a luglio cala dell'1,8% rispetto a giugno e perde l'1,3% rispetto a un anno prima, comunica l'Istat, precisando che, in termini annui, la variazione dell'indice corretto per gli effetti di calendario è negativa per la prima volta da giugno 2016. I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono l'attività estrattiva (+2,8%) e la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%). Su base annua la flessione, corretta per gli effetti di calendario, è del 6,5%, mentre il dato grezzo mostra una caduta del 4,4%.

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