Lunedi, 17 Dicembre, 2018

Test d’ingresso a Medicina, addio al numero chiuso?

Test d’ingresso a Medicina, ministro Grillo: Test d'ingresso a Medicina, il ministro Grillo: "Non sono meritocratici, cambieremo la norma"
Moreno Priola | 24 Settembre, 2018, 16:09

O, peggio, ad essere esclusi dalla facoltà dopo un anno di studi, magari dovendo rinunciare al proprio sogno come accade oggi in Francia. La proposta arriva direttamente dal ministro della Salute Giulia Grillo, che ha fatto sapere che l'attuale modalità di selezione non sarebbe meritocratica. "Ci sono pro e contro - aggiunge nell'intervista il ministro Grillo - ma è meglio del sistema attuale". "Così come non è giusto esportare medici e infermieri formati nei nostri Atenei". "Si tratta di un primo passo - dice il titolare del dicastero di Lungotevere Ripa - per mettere in cantiere una più ampia riforma della formazione dei medici". "Il nostro Paese ha bisogno di ingenti investimenti per il mondo dell'istruzione e dell'università per sopperire a queste mancanze, e per certi corsi di laurea a questo si deve accompagnare anche una revisione dell'impianto generale".

"Di entrambe. Ma bisogna procedere con ordine e fare riforme serie". "Non è possibile che migliaia di ragazzi italiani debbano scappare all'estero per studiare, specializzarsi e cominciare a lavorare in ospedale".

Preoccupazione condivisa anche dall'UDU, che in un comunicato a commento della notizia scrive attraverso le parole di Enrico Gulluni, coordinatore nazionale dell'Unione degli Universitari: "Le dichiarazioni dei due Ministri (Grillo e Salvini, ndr) fondano su presupposti sbagliati perché ancora una volta non si affronta il reale problema che ha sempre portato al numero chiuso, ossia un graduale, continuo e sostanziale sottofinanziamento che non permette l'erogazione di una didattica di qualità per gli studenti e che limita i posti a causa di un reclutamento dei docenti costretto al ribasso e di strutture e strumenti insufficienti". La carenza è grave e ogni perdita di tempo molto negativa.

La ministra ha spiegato che il Governo intende prendere spunto dalle altre realtà europee. "A 28 anni con 800 euro al mese però ciò non consente di pensare al futuro". Mentre sulla qualifica di pubblico ufficiale occorre un approfondimento per verificarne la praticabilità tecnica. Infine la violenza in corsia e nei pronto soccorso, l'escalation di aggressioni sarà fronteggiata con il disegno di legge in parlamento che inasprisce le pene con specifiche aggravanti e con l'intervento di competenze anche di altri ministeri.

Basterebbe consentire la procedibilità di ufficio senza querela per violenze ai camici bianchi. "Non escludiamo alcuna strategia compresa la sicurezza nei luoghi di lavoro".

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