Mercoledì, 12 Dicembre, 2018

Boeri attacca quota 100

Pensioni, allarme di Boeri: con quota 100 il debito cresce di 100 miliardi Pensioni, Boeri: "Con quota 100 il debito aumenta di 100 miliardi: penalizzate donne e giovani"
Quartilla Lauricella | 11 Ottobre, 2018, 15:55

Il presidente dell'Inps - Tito Boeri - dopo l'attacco della scorsa settimana è tornato a parlare della riforma delle pensioni ribadendo l'importanza di fermarsi prima che sia troppo tardi.

In occasione dell'audizione che si è tenuta alla Commissione Lavoro della Camera il Presidente dell'INPS, Tito Boeri, ha spiegato che l'introduzione della Quota 100 farebbe aumentare il debito di circa 100 miliardi di euro. Vengono premiati "quasi in nove casi su 10 gli uomini, quasi in un caso su tre persone che hanno un trattamento pensionistico superiore a quello medio degli italiani (e un reddito potenzialmente ancora più alto, se integrato da altre fonti di reddito)". La riforma voluta dal governo "portera' ad avvantaggiare soprattutto gli uomoni, con redditi medio alti e i lavoratori del settore pubblico". "Le donne si vedono da una parte tradite perché sono veramente poche quelle che potranno accedere a queste forme di pensionamento, poi sono beffate, perché con 'opzione donna' sono state convinte ad accettare una riduzione della loro pensione e ora vedono gli uomini andare in pensione con le pensioni piene".

"E' un'operazione che fa aumentare la spesa pensionistica - spiega Boeri - mentre riduce in modo consistente i contributi previdenziali anche nel caso ci fosse davvero, come auspicato dal governo, una sostituzione uno a uno tra chi esce e chi entra nel mercato del lavoro". "Pesanti sacrifici - ha aggiunto Boeri - imposti anche ai giovani su cui pesa in prospettiva anche il forte aumento del debito pebnsionistico".

Le 400.000 uscite, quindi, avrebbero l'effetto di far aumentare la spesa previdenziale e allo stesso tempo andrebbero a ridurre le entrate per l'Inps; anche in caso di nuove assunzioni, infatti, i giovani verrebbero contrattualizzati diversamente rispetto alle uscite, ad esempio tramite apprendistato, percependo inoltre stipendi più bassi di quelli percepiti da coloro che essendo alla soglia della pensione hanno maturato più esperienza e anni di servizio. "Non possiamo esimerci dal lanciare un campanello d'allarme sulla scelta di incoraggiare più di 400mila pensionamenti aggiuntivi proprio mentre si avviano al pensionamento le generazioni dei baby boomers e il numero dei contribuenti tende ad assottigliarsi". Il combinato di queste due misure, secondo Boeri, "comporta non già una riduzione dei privilegi concessi dal nostro sistema pensionistico rispetto ai contributi versati, ma, semplicemente, uno spostamento del privilegio esistente da una categoria di pensionati ad un'altra".

L'Inps esprime chiare preoccupazioni sull'introduzione di quota 100.

"Uscite consentite con un minimo di 38 anni di contributi e 62 di età oppure abolendo l'indicizzazione alla speranza di vita dei requisiti contributivi minimi per la pensione anticipata (a tutte le età) portano ad un incremento nell'ordine di 100 miliardi del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future e, già nel 2021 a un incremento ulteriore (oltre la famosa gobba) di circa un punto di pil della spesa pensionistica". E per questo Boeri lancia un "campanello d'allarme", paventando il rischio che quota 100 "mini la solidità del sistema previdenziale italiano".

Le parole di Boeri e i dati presentati dal presidente dell'Inps non sono piaciute al ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che chiede le dimissioni del numero uno dell'istituto di previdenza: "Da italiano invito il dottor Boeri, che anche oggi difende la sua amata legge Fornero, a dimettersi dalla presidenza dell'Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni".

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