Giovedi, 13 Dicembre, 2018

'Come Pulp Fiction', cronista saudita fatto a pezzi con sega

Erdogan a Riad: Il giornalista Jamal Khashoggi “ucciso e fatto a pezzi con un sega”
Evandro Fare | 10 Ottobre, 2018, 15:20

I resti del corpo sarebbero stato portati via occultati in un minivan nero.

IL FURGONE NERO - Tra i dettagli emersi nelle ultime ore ci sono poi le immagini trasmesse dall'emittente turca CCTV che mostrano un furgone nero che parte dal consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul dopo l'ingresso nell'edificio di Khashoggi. I veicoli sono entrambi di proprietà della missione diplomatica e uno dei due dispone di vetri oscurati.

"È come Pulp Fiction" hanno detto al Times i due funzionari citando la pellicola cult di Quentin Tarantino e spiegando che lo scorso due ottobre, giorno della scomparsa del reporter, un gruppo di 15 rappresentanti sauditi, con ruoli di primo piano nel governo e nella Difesa, compreso un esperto di autopsie, sono arrivati a Istanbul con un volo charter: sono rimasti in città per poche ore e hanno fatto una visita in consolato. I 15 sono ripartiti in momenti doversi, ha precisato il Daily Sabah. L'emittente turca Ntv ha quindi diffuso oggi video di alcuni sauditi che dall'aeroporto di Istanbul hanno raggiunto il Movenpick Hotel e poi al consolato. Finora Riad ha parlato di accuse "infondate", sostenendo che il giornalista abbia lasciato il consolato, ma senza fornire prove. Ricordando che il fidanzato, critico rispetto alla politica di Riad, si è sempre "battuto per i suoi principi".

L'APPELLO DELLA FIDANZATA - Sulle pagine del 'Washington Post', la fidanzata di Khashoggi, Hatice Cengiz, ha rivolto un appello al presidente degli Stati Uniti Donald Trump affinché intervenga per far luce sulla vicenda. Inoltre, la donna si rivolge alla "Arabia Saudita, e soprattutto a re Salman e al principe ereditario Mohammed bin Salman, perché mostrino lo stesso livello di sensibilità e permettano la consultazione delle riprese delle telecamere del consolato".

Ucciso all'interno del consolato dell'Arabia saudita ad Istanbul, in Turchia, due ore dopo esserci entrato per prelevare il nulla osta al suo matrimonio. Ma più passa il tempo più le speranze di vederlo vivo si riducono al lumicino. Sarebbe morto così il giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi, l'ex consigliere del governo saudita le cui posizioni erano ormai apertamente critiche nei confronti del principe Mohammed bin Salman: che accusava di aver avviato una nuova era di "paura, intimidazione, arresti".

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