Lunedi, 15 Ottobre, 2018

Dimissioni Ministro Tria, MEF smentisce e Di Maio rinnova supporto

Giovanni Tria Giovanni Tria
Quartilla Lauricella | 12 Ottobre, 2018, 10:25

Infine, ieri, il ministro Barbara Lezzi fa sapere che il Movimento non transigerà sul reddito di cittadinanza: "Non si tratta di far saltare il ministro dell'Economia, ma se dovesse saltare il reddito di cittadinanza - ribadisce Lezzi - il Governo avrebbe dei problemi". Una rottura presto rientrata, ma che testimonia di un rapporto non certo idilliaco in vista delle prossime scadenze economiche. "Oltre al tema della flat tax - ha aggiunto Di Maio - ci sarà anche quello del superamento della legge Fornero e il reddito di cittadinanza". Poi, intervenuto alla trasmissione di Rai3 Cartabianca, il capo pentastellato ha assicurato che il reddito di cittadinanza comparirà all'interno della manovra autunnale. "E senza alcun dubbio nella legge di bilancio verranno stanziate le somme per introdurlo". Di sicuro, come ha fatto presente nel weekend da Cernobbio, il ministro ha dalla sua il suo ruolo acclarato nel placare i mercati: "È inutile cercare due o tre miliardi nel bilancio dello Stato per finanziare le riforme, se ne perdiamo tre o quattro sui mercati finanziari a causa del rialzo dello spread", ha avvertito. Lo facciamo tenendo i conti in ordine, ma lo facciamo. Perché il reddito di cittadinanza si farà.

Un mini-sussidio al posto dei 780 euro al mese del reddito di cittadinanza, tanto sbandierati dal M5S prima, durante e dopo la campagna elettorale e tra i pilastri portanti del contratto di governo. E il reddito, appunto, si trasformerà in un redditino, come spiega questa mattina la Repubblica.

Stando a quanto raccontato dal Corriere della Sera con un articolo di Francesco Verderami, il titolare dell'Economia si è sfogato con il leader del Movimento, spiegandogli che le prove muscolari invece di produrre dei risultati politici provocano costi economici. Parlando alla Summer School di Confartigianato, l'inquilino di via XX Settembre ha risposto chiaramente su TAV e TAP proprio mentre la sua collega Barbara Lezzi rilanciava il no al gasdotto di Meledugno in un'intervista alla Stampa. "Non diciamo tutto e subito e ci prendiamo l'arco della legislatura, ma bisogna iniziare e in modo significativo" con la Legge di Bilancio.

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