Giovedi, 15 Novembre, 2018

Epatocarcinoma, al Pascale vaccinato il primo paziente campano

Ospedale Pascale primo vaccino contro il tumore al fegato Tumore al fegato: vaccinato il primo paziente a Napoli
Moreno Priola | 19 Ottobre, 2018, 16:54

E' partita all'Istituto dei tumori Pascale di Napoli la sperimentazione del vaccino terapeutico Hepavac, con il primo paziente campano con tumore al fegato che ha iniziato il ciclo di cure.

Il paziente, da tempo in cura al polo oncologico partenopeo per un epatocarcinoma primario, prima di essere avviato alla sperimentazione, era stato sottoposto a una resezione chirurgica e a quattro radiofrequenze. Il vaccino sperimentale invece consiste in nove iniezioni da effettuare periodicamente e che vengono precedute da un'infusione di ciclosfamide, un chemioterapico. L'obiettivo è, innanzitutto, quello di valutare l'assenza di tossicità e la risposta immunitaria al vaccino e poi avere una stima di efficacia sulla riduzione delle recidive e, quindi, prevenire la ricomparsa della malattia.

Ad oggi, in tutti i centri clinici coinvolti, sono stati scelti 49 pazienti con epatocarcinoma primario.

"Hepavac è un progetto europeo che noi coordiniamo dal 2013 e ora siamo arrivati finalmente alla sperimentazione clinica"Abbiamo arruolato 50 pazienti in 6 Paesi Ue e solo 5 sono arrivati al momento fatidico della vaccinazione vera e propria". Questi antigeni sono espressi esclusivamente dalle cellule tumorali del fegato, in quanto non si trovano nelle celule sane di questo organo, nè in altri. Dei 49 pazienti, in cinque sono arrivati in fase di vaccinazione, uno in Belgio ad Anversa e tre a Verona.

"Gli effetti collaterali osservati nei primi quattro pazienti sono stati di minima entità, per cui il nostro nucleo di valutazione dei rischi ha dato il disco verde per continuare l'arruolamento". Come riporta ilmattino.it, si tratta del quinto caso di somministrazione al mondo in merito alla sperimentazione del vaccino portata avanti dall'Istituto dei tumori di Napoli "G. L'obiettivo del vaccino è avere una prima idea di efficacia, un ritardo della ricomparsa del tumore o, nella migliore delle ipotesi, l'assenza di ricomparsa del tumore", spiega il professor Luigi Buonaguro, responsabile della Struttura dipartimentale di Immunoregolazione dei tumori. In questo tipo di tumore vi sono degli antigeni dell'epatrocarcinoma, ovvero delle proteine presenti esclusivamente sulle cellule tumorali. Proprio questi antigeni sono stati utilizzati per preparare il vaccino Hepavac. Se dovesse funzionare il risultato sarebbe davvero importante visto che il tumore al fegato rappresenta la terza causa di morte per cancro al mondo con una sopravvivenza pari al 20%.

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