Sabato, 20 Ottobre, 2018

Formula1 Arrivabene: "Ferrari e sensori ok, ma certe fughe di notizie."

F1 Arrivabene contro le illazioni sulla batteria Arrivabene: «La Ferrari sempre regolare. Ma le fughe di notizie...»
Iona Trifiletti | 08 Ottobre, 2018, 11:23

Kimi Raikkonen partirà così in quarta posizione mentre Sebastian Vettel scatterà addirittura dalla nona piazzola, assistendo da lontano allo show di Lewis Hamilton che dalla pole position cercherà di involarsi verso l'ennesima vittoria. Sulle macchine c'erano delle parti mancanti, in quelle condizioni era difficile fare questa prestazione. "E premetto che anche se la vettura oggi è cresciuta rispetto a ieri, non avremmo fatto la pole ma quello che è capitato è inaccettabile". "È vero che siamo una squadra giovane, che siamo tutti impegnati per fare del nostro meglio, ma a volte serve un po' più di esperienza e furbizia". Non è questione di essere eroi o idioti, a volte devi saper cogliere l'occasione quando si presenta. Oggi non c'è stato panico, è stata una decisione presa con coscienza ed è forse peggio. Inutile fare processi, è successa una cosa che non va bene, mi sono arrabbiato, ho parlato con la squadra, ragionato e ho invitato a far certe riflessioni.

Non è andata giù al team principal la scelta del proprio muretto che ha mandato in pista entrambi i piloti con le gomme intermedie; un'azzardo ingiustificato che ha mandato su tutte le furie Arrivabene. A volte è più utile togliere gli occhi dai computer e guardare la pista, usando il buon senso. Come ho già spiegato in tempi non sospetti, ci sono gare in cui la nostra macchina è molto forte, altre gare dove te la giochi con Mercedes e su circuiti come questo, che necessitano di un carico molto alto, ci sono dei problemi. Quest'anno sul bagnato abbiamo fatto un po' troppi errori, spero sia l'ultimo. In una stagione iniziata sotto i migliori auspici, un'annata che sembrava riportare la Rossa tra le stelle, quando mancano appena cinque gare al termine del campionato è proprio il Team Principal a puntare il dito contro la squadra, quasi a voler accentuare quella "decisione condivisa", seppur controversa e sbagliata, che però ha confermato lo stesso Seb alla fine delle qualifiche.

Altre Notizie